Il Ministero dell'Ambiente promotore della sostenibilitÓ delle aziende
Emissioni in atmosfera

Il Ministero dell'Ambiente promotore della sostenibilitÓ delle aziende

Il Ministero dell'Ambiente promotore della sostenibilitÓ delle aziende

Lanciato il programma per la "valutazione dell'impronta ambientale": un driver di competitivitÓ per le piccole e medie imprese italiane

Aumentare la competitività delle aziende italiane, non escludendo quelle  piccole e medie che rappresentano una fetta importante dell’economia del Belpaese, e rispettare l’ambiente, compiendo scelte sostenibili e in regola con la normativa internazionale in materia. Con questi obiettivi, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare si è fatto promotore di una serie di azioni, lanciando innanzitutto un programma di iniziative volontarie rivolte alle imprese nazionali per la contabilizzazione delle emissioni di Co2, la definizione di strategie aziendali per l’uso efficiente dell’energia e l’introduzione di nuove tecnologie in grado di sfruttare la minor quantità di carbonio possibile.

“La valutazione dell’impronta ambientale”, come è stato battezzato il programma di accordi volontari promosso dal Ministero, è stata avviata già nel 2009 per individuare, promuovere e valorizzare iniziative comuni con le imprese per l’analisi dell’impatto ambientale e l’identificazione di soluzioni idonee a promuovere modelli sostenibili di produzione e consumo nelle proprie attività di filiera. Solo dopo il summit di Rio+20 dello scorso giugno sono stati però definiti punti e obiettivi per ricevere la certificazione verde.

Fino ad oggi sono 70 le aziende, leader del Made in Italy nel mondo, ad aver aderito agli accordi per la valutazione dell’impronta ambientale, di cui oltre il 25 per cento costituito da imprese vitivinicole e per il 17 per cento da quelle specializzate in infrastrutture e trasporti. Per la realizzazione del programma è stata inoltre istituita, presso la segreteria tecnica del ministro, una vera e propria task force con il compito di assistere il dicastero nell’attività di progettazione e realizzazione delle attività di competenza.

Il programma rientra nell'insieme di interventi messi a punto dal governo italiano per rafforzare le azioni previste nell’ambito del Protocollo di Kyoto e del “Pacchetto Clima- Energia” adottato dal Consiglio dell’Unione Europea nel 2008. Secondo un rapporto pubblicato lo scorso 24 ottobre dall’Agenzia europea dell’Ambiente, infatti, l’Italia è ancora fuori traiettoria per raggiungere l’obiettivo di riduzione dei gas a effetto serra fissato dal trattato internazionale, sottoscritto nel 1997, riguardante il riscaldamento globale. In controtendenza rispetto agli altri stati comunitari, nel Belpaese vengono ancora emesse 14,1 milioni di tonnellate di Co2 di troppo nell’atmosfera.

Per porre rimedio a questo ritardo, il ministero di Via Cristoforo Colombo ha avviato il programma sull’impronta ambientale dei servizi e dei prodotti per ottimizzare le differenti metodologie di misurazione delle prestazioni ambientali, tenendo conto delle caratteristiche dei diversi settori di azione delle aziende coinvolte. Un occhio di riguardo è dato al carbon footprint, cioè al calcolo delle emissioni di carbonio associate alla produzione di un bene,  e al water footprint, anche se vengono considerate tutte le attività del suo ciclo di vita, dall’estrazione delle materie prime alla produzione vera e propria, al consumo.

Inoltre, al fine di incentivare gli investimenti per la sostenibilità nei diversi settori produttivi italiani anche della Pmi, il Ministero, attraverso un bando pubblico, co-finanzia 22 aziende, per un ammontare totale di 1 milione e seicentomila euro.