Sicurezza e sostenibilitÓ, le due facce della responsabilitÓ sociale
Ambienti di lavoro

Sicurezza e sostenibilitÓ, le due facce della responsabilitÓ sociale

Sicurezza e sostenibilitÓ, le due facce della responsabilitÓ sociale

Secondo uno studio del 2012 della Bocconi sempre pi¨ imprese scelgono di portare avanti politiche di salute e tutela negli ambienti di lavoro

Sostenibilità e sicurezza in ambiente di lavoro vanno a braccetto. E’ il quadro che emerge da un’analisi delle aziende italiane realizzata da Dnv Business Assurance in collaborazione con il Cresv, Centro di ricerche su sostenibilità e valore dell'Università Bocconi.

Secondo l’indagine, portata a termine nel maggio 2012, le imprese considerano la sicurezza sul lavoro come parte integrante delle politiche di sostenibilità: questo sia per gestire i rischi derivanti dall’attività professionale (e dunque diminuire il numero di incidenti sul lavoro) che, in ultimo, per tutelare la reputazione dell’azienda stessa. Le politiche a favore della sicurezza, poi, sono anche viste nell’ottica di un investimento: secondo dati dell'Inail il potenziamento di certe misure precauzionali ha un riscontro diretto e immediato nel calo del numero e soprattutto della gravità degli incidenti. Infine la certificazione aiuta a rafforzare il rapporto di fiducia con gli stakeholder. “Un dato – ha sottolineato all'Adnkronos Renato Grottola, vice presidente e chief operating officer Dnv – che vale per tutti i tipi di aziende in maniera trasversale”.

Sul fronte della certificazione per la sicurezza, però, la strada è ancora lunga. Su 105.000 pratiche svolte in Italia solo 2.700 riguardano la gestione della sicurezza, dimostrando che si tratta ancora di un settore “di nicchia” anche se con ampi margini di sviluppo (dal 2011 questo tipo di certificazioni è più che raddoppiato). Non solo: altro punto critico è il cosiddetto greenwashing: la prassi seguita da molte aziende di adeguarsi a certi canoni di sostenibilità solo con atteggiamenti “di facciata”, ma senza una vera e strutturata politica aziendale. In ultimo la crisi economica attuale e il verificarsi di una congiuntura particolarmente difficile possono distrarre le imprese dalla responsabilità sociale: stando ai dati Dnv il 13% dei manager italiani la considera solo un costo e, rispetto al 2009, i dirigenti che integrano politiche di sicurezza, sostenibilità e strategie aziendali sono diminuiti del 30%.

Come devono comportarsi, allora, le imprese? Innanzitutto mettere in piedi una serie di procedure per il monitoraggio ambientale, lo studio delle normative e la valutazione dei rischi interni. Attività fondamentali, perché propedeutiche alla costruzione di una seria policy di sicurezza e sostenibilità aziendale. Alla base dell’impegno dell’azienda, cioè, ci deve essere lo spirito di responsabilità e la volontà di crescere adeguandosi a certi standard. Un lavoro che, è dimostrato, ripaga l’azienda stessa, i propri azionisti e in ultimo i clienti.

Non solo. "La valutazione dei rischi da sola non basta", spiega Stefania Casadio, direttore generale di Esia, società che in Campania si occupa di gestione di problematiche legate all’inquinamento ambientale ed alimentare ed offre servizi di consulenza alle imprese. "In base all'esperienza dei nostri clienti possiamo dire che sono almeno due gli elementi fondamentali per la riduzione degli infortuni sul lavoro: da un lato la valutazione preventiva, dall'altro un'adeguata attività di formazione e informazione dei dipendenti".