Inquinamento acustico e dell'aria: in Italia superati i limiti di legge
Inquinamento acustico

Inquinamento acustico e dell’aria: in Italia superati i limiti di legge

Inquinamento acustico e dell'aria: in Italia superati i limiti di legge

Stafano Ciafani di Legambiente spiega i risultati del dossier "Mal'aria di città 2012": servono misure più efficaci e provvedimenti delle istituzioni

Particolato, ossido di azoto, ozono e decibel fuori controllo, con livelli di inquinamento atmosferico ed acustico preoccupanti e in contrasto con la normativa vigente. È questa la fotografia che Legambiente ha scattato all’Italia nel dossier “Mal’aria di città 2012”: dei 95 comuni monitorati dall’associazione del cigno verde nell’ultimo anno, ben 52 hanno aggirato il bonus di 35 giorni di superamento del valore medio giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo stabilito dalla legge.

Sono concentrate per lo più nel territorio della Pianura Padana le città che guidano la classifica delle meno virtuose in fatto di emissione di polveri sottili. Ne sono ben 18 su 20. Ma non è solo il Nord a soffrire di gas serra: al ventesimo posto si piazza Napoli, seguita da Cagliari, Pescara, Ancora e Roma.

Tra gli altri inquinanti che pure minacciano la qualità dell’aria sulla Penisola compaiono anche ossidi di azoto e ozono, soprattutto durante il periodo estivo. Sotto accusa, secondo Legambiente, per la situazione attuale sono ancora una volta i processi industriali e di produzioni di energia, e lo smog per quel che riguarda soprattutto le città. L’Italia è infatti il paese europeo con la più alta densità di automobili, con una spesa per questo settore che copre circa un terzo del reddito medio familiare.

Ma l’inquinamento non è solo dell’aria. Anche quello acustico può infatti provocare danni all’ambiente ma soprattutto alla vita umana. Nel rapporto di Legambiente si fa a tal proposito anche riferimento ad uno studio commissariato dal Ministero dell’Ambiente olandese che aveva sottolineato come il rumore prodotto dal traffico causasse danni al 44% della popolazione degli Stati membri, con un costo per la sanità pubblica pari a 326 miliardi di euro. Nel Belpaese le città più inquinate dal punto di vista acustico risultano essere Bari, Napoli, Roma e Bologna.

“I risultati di “Mal’aria di città 2012” dimostrano per l’ennesima volta l’inazione della politica, sia a livello nazionale che locale rispetto al problema dell’inquinamento dell’aria e acustico”, dichiara ad Ambiente Magazine Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente. Il quale sottolinea: “Questa situazione ci sta costando molto, non solo dal punto di vista ambientale e umano, ma anche economico: l’Italia è stata infatti condannata dalla Corte di giustizia europea per non aver adottato misure risolutive in questo senso. E la multa rischia di essere salata”.

Le soluzioni possibili sono svariate. “C’è bisogno di scelte coraggiose - continua Ciafani -. Ridurre il frastuono e migliorare la qualità dell’aria si può, ma sono necessari finanziamenti che diano vita ad un nuovo sistema di mobilità, per quel che riguarda il problema delle città. In particolare, si deve incentivare il trasporto pubblico e quello pendolare, accompagnato da politiche locali orientate a dare vita a iniziative virtuose”.  Consigliati dall’associazione del cigno verde anche maggiori interventi con Autorizzazioni integrate ambientali (Aia) più severe per gli stabilimenti produttivi e le centrali elettriche.