Aria: ceneri di legno e di scarichi diesel secondo agente più inquinante dopo Co2
Emissioni in atmosfera

Aria: ceneri di legno e di scarichi diesel secondo agente più inquinante dopo Co2

Aria: ceneri di legno e di scarichi diesel secondo agente più inquinante dopo Co2

Fuliggini nuovo pericolo per l'ambiente: causano danni ambientali e alla salute umana. Solo nel 2000 rilasciate nell'atmosfera 7,5 tonnellate di carbonio nero

Chi pensa che l’inquinamento atmosferico e il riscaldamento globale derivino soltanto dalle emissioni di ossido di carbonio, che si sprigiona da industrie e traffico veicolare, si sbaglia di grosso. Il cosiddetto black carbon, e cioè la fuliggine derivata dalla combustione del legno o dei motori diesel di una certa età è il secondo agente prodotto dall’uomo a contribuire ai cambiamenti climatici in atto. È quanto svelato da uno studio del Journal of geophysical research atmospheres, secondo il quale nel solo anno 2000 sono state rilasciate nell’aria 7,5 tonnellate di carbonio nero, con un effetto serra pari a due terzi di una analoga quantità di Co2 e maggiore di quello del metano.

Gli scienziati impegnati nella ricerca hanno così concentrato i loro sforzi su due elementi di cui in genere si parla poco, ma che sono molto pericolosi per la salute umana. Da un lato, le fuliggini si presentano come un sottoprodotto della combustione di legno, sterco, carbone ed altre sostanze organiche. Nel dettaglio, si tratta di un agglomerato di particelle carboniose, generate quando la quantità di ossigeno è insufficiente a bruciare completamente gli idrocarburi in Co2 e acqua, oppure quando la temperatura di fiamma è bassa.  

Oltre ad avere un diametro talmente piccolo da porlo al di sotto della soglia di inalabilità, portando a disturbi respiratori e cardiovascolari, il black carbon contiene al suo interno un gran numero di composti organici, alcuni dei quali particolarmente cancerogeni. Sono state infatti accertate malattie professionali in tutti i lavoratori delle industrie legate alla produzione, trasporto e utilizzo di tali sostanze. Uno studio epidemiologico condotto da Inail e Ist sui dipendenti del porto di Genova ha per esempio evidenziato una stretta correlazione tra esposizione cutanea al nero fumo e una maggiore incidenza di tumori alla vescica.

Ci sono poi le ceneri prodotte dagli scarichi dei motori diesel: in Europa, Stati Uniti d’America e America del Sud, secondo la rivista scientifica, ben il 70% delle emissioni è dovuto ai gas che si sprigionano in tal modo. Questi rimangono nell’atmosfera per un periodo di tempo compreso tra i 7 e i 10 giorni. Grazie a macchinari sempre più avanzati i ricercatori della Washington University di Saint Luois hanno calcolato con dei modelli computerizzati il peso della fuliggine sull’inquinamento dell’aria, arrivando a stimare il suo contributo al riscaldamento globale in quantità doppia rispetto a quanto stimato dall’Intergovernmental panel on Climate Change nel 2007.

A preoccupare sono anche i dati che giungono dalla Nasa. Secondo l’agenzia governativa responsabile del programma spaziale degli Usa, il 2012 è stato l’anno più caldo di sempre, con un aumento, dal 1980 ad oggi, a livello globale di 0,8 gradi  Celsius. Studi allarmanti, che però ancora devono convincere le maggiori potenze del mondo, ed anche le più inquinanti, ad adottare politiche di maggior salvaguardia dell’ambiente e della salute umana.