Inquinamento acustico: dall'Ue nuove regole contro il rumore
Inquinamento acustico

Inquinamento acustico: dall’Ue nuove regole contro il rumore

Inquinamento acustico: dall'Ue nuove regole contro il rumore

Tra le novità della proposta di legge, la riduzione da 74 a 68 decibel per le automobili, l'etichettatura e standard per rendere udibili i veicoli ibridi

Nel Vecchio Continente oltre 200 milioni di persone sono esposti a livelli di inquinamento acustico tali da causare gravi danni alla propria salute. Dopo l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità e le richieste delle associazione ambientaliste di 12 Paesi dell’Unione, il Parlamento europeo ha approvato a Strasburgo una proposta di risoluzione che intende ridurre entro il 2020 il livello del rumore prodotto da automobili e camion nei grandi centri urbani.

Malattie cardiovascolari, disturbi cognitivi, soprattutto nei bambini, e del sonno. Sono queste le conseguenze del cosiddetto “inquinamento invisibile”, ma che produce effetti devastanti sulla salute dei cittadini al pari delle emissioni di anidride carbonica e altri inquinanti. Per questo le istituzioni comunitarie vogliono correre ai ripari. Tra le proposte di intervento avanzate, l’introduzione graduale di limiti sonori più stretti entro sei anni per l’omologazione di nuovi tipi di veicoli, ed entro otto anni per l’immatricolazione e la vendita degli stessi, dall’entrata in vigore del provvedimento.

In particolare, le automobili standard dovranno diminuire da 74 a 68 decibel la soglia di rumore prodotto. Quelle più potenti potranno avere un margine da 2 a 6 decibel in più. Non cambierà nulla, invece, per i mezzi pesanti: per questi il limite rimane di 81 decibel perché, secondo gli eurodeputati, il loro fracasso dipende anche dalla superficie stradale e dai pneumatici utilizzati.

Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, infatti, la metà della popolazione urbana degli Stati membri è esposta a livelli di suoni nocivi che superano i 55 decibel, mentre uno studio commissionato dal Ministero dell’Ecologia olandese ha sottolineato come l’inquinamento acustico causi danni al 44% dei cittadini che vivono in prossimità degli agglomerati urbani congestionati dal traffico. Tutto ciò costerebbe alla sanità comunitaria ben 326 miliardi di euro. Con l’introduzione di standard più restrittivi ci sarebbe un risparmio dei costi sociali pari a 80 miliardi entro il 2030.

Tra le novità, dovrebbero arrivare le etichette informative, per far conoscere ai consumatori le prestazioni sul rumore dei singoli veicoli. Un po’ come avviene già per le emissioni di Co2 oppure per il rumore dei pneumatici. Si tratta di misure che però risultano essere inutili se non coniugate ad interventi in altri settori, perché questo tipo di inquinamento può essere causato, oltre che dal rumore dei veicoli che circolano sulle arterie stradali, anche dal tipo di asfalto, dalle ruote e dall’aerodinamica.

L’attenzione di Strasburgo è stata rivolta anche ai motori silenziosi, quelli delle auto elettriche e ibride, che possono rappresentare un rischio per i pedoni. In questo caso è stata avanzata la richiesta di un provvedimento che imponga anche a questo tipo di veicoli un suono di distinzione, un po’ come è già successo negli Stati Uniti d’America . Qui, infatti, è stato proposto uno standard per cui queste automobili devono soddisfare i requisiti minimi del suono in modo che chi cammina a piedi possa rilevarne la presenza, la direzione e la velocità . Pertanto, il progetto di legge prevede la creazione di un sistema di allarme acustico per i mezzi su ruota che popolano le città europee.