Pmi, via libera definitivo all'Autorizzazione unica ambientale
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Pmi, via libera definitivo all’Autorizzazione unica ambientale

Pmi, via libera definitivo all'Autorizzazione unica ambientale

Il Consiglio dei Ministri ha dato l'ok: semplifica le pratiche amministrative delle piccole e medie imprese italiane in materia di ecologia

L’Autorizzazione unica ambientale (Aua), cioè il regolamento che semplifica le pratiche amministrative delle piccole e medie imprese italiane in materia di ecologia, ha ricevuto il via libera definitivo dal Consiglio dei Ministri. Dopo l’ok della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari competenti, termina il lungo iter burocratico del testo che attua uno degli strumenti messi a disposizione dal governo per le microaziende dalle legge numero 35 del 2012, meglio conosciuta come “Semplifica Italia”.

Destinatari del provvedimento sono tutte quelle società costituite da un massimo di 50 dipendenti, che non siano già soggette ad Autorizzazione integrata ambientale (Aia). In questo caso, nella procedura che esamina gli effetti causati da una attività sull’ambiente circostante sono già contenute tutte le informazioni che dovrebbero essere comprese anche nell’Aua. Ne sono pertanto tutti quegli impianti come raffinerie, stabilimenti di combustione e di produzione e lavorazione dei metalli, industrie chimiche e di gestione dei rifiuti.

Lo scopo della regolamentazione è quello di alleggerire il carico degli adempimenti previsti dalla vigente normativa ambientale, garantendo il rispetto e la tutela del territorio. In particolare, l’Aua andrà a sostituire tutti gli atti di comunicazione, notifica e autorizzazione, che in totale sono sette, previsti attualmente, di cui le pmi devono disporsi per non essere in contrasto con la legge. La nuova autorizzazione ha una durata di 15 anni e per ottenerla le imprese dovranno presentare un’unica domani al Suap (lo Sportello unico per le attività produttive), presente in tutti i comuni italiani, con risparmi complessivi sui 700 milioni di euro all’anno.

Il Suap trasmetterà poi il materiale alle autorità competenti, e cioè Regioni, Provincie o altre indicate nella normativa. Se queste ritengono che l’autorizzazione sia da integrare lo comunicano al Suap che provvede ad allertare l’impresa. Le verifiche devono svolgersi entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza. Prevista una procedura semplificata anche per il rinnovo dell’autorizzazione: se infatti le condizioni di esercizio rimangono immutate è sufficiente la presentazione di una domanda con dichiarazione sostitutiva.

Gli adempimenti che confluiscono nell’Aua riguardano precisamente gli scarichi, la comunicazione per l’utilizzo delle acque reflue, le due autorizzazioni delle emissioni in atmosfera, la documentazione previsionale di impatto acustico delle attività, la concessione all’utilizzo dei fanghi di depurazione e la comunicazione per lo smaltimento e il recupero dei rifiuti. In tutto, servono 90 giorni complessivi affinchè l’Aua venga rilasciata, a meno che non sia necessaria la convocazione della Conferenza dei Servizi: in questo caso bisogna aspettare 120 giorni.