Campania: via a piano regionale per controllare le diossine nei cibi
Sicurezza alimentare

Campania: via a piano regionale per controllare le diossine nei cibi

Campania: via a piano regionale per controllare le diossine nei cibi

Il monitoraggio si estende a tutti e sei i Sin regionali per abbassare i rischi per la salute umana legati alla presenza di inquinanti negli alimenti

La Regione Campania interviene in materia di monitoraggio degli alimenti con l’obiettivo di valutare l’eventuale contaminazione di latte, carne e altri prodotti da diossine, idrocarburi e metalli pesanti. Sul Burc regionale dello scorso 4 febbraio è stato infatti pubblicato un provvedimento approvato dalla Giunta con le indicazioni per la messa in atto del “Piano di monitoraggio dei contaminanti ambientali in alimenti di origine animale prodotti nei Siti di interesse nazionale (Sin) e in altre zone potenzialmente inquinate per la presenza di incendi e altro”.

I cosiddetti Sin sono delle aree inquinate molto pericolose, che necessitano di efficaci interventi di bonifica di suolo, sottosuolo e falde acquifere superficiali e sotterranee. Tra questi ci sono zone industriali dismesse o in corso di riconversione, quelle in attività e che lavorano con l’amianto, i porti e le ex miniere, cave e discariche abusive e illegali. In totale il Ministero dell’Ambiente ne ha individuati 57 distribuiti su tutto il territorio nazionale. In Campania ce ne sono 6: si tratta di Napoli Orientale, del Litorale Domitio Flegreo e Agro Aversano, Bagnoli- Coroglio, del litorale Vesuviano, del bacino idrografico del fiume Sarno e di Pianura.

Negli anni scorsi, tra il 2011 e il 2012, i prodotti provenienti dai Sin del litorale Domitio e dal fiume Sarno erano già stati monitorati, dando attuazione alle disposizioni del Ministero dell’Ambiente che di concerto con le istituzioni locali aveva predisposto un programma triennale di analisi nelle aree più pericolose. Ora anche gli altri verranno sottoposti a controlli sistematici. Non soltanto latte e derivati dovranno essere seguiti ma anche pesci e mitili al fine di abbassare i livelli di rischio per la salute umana legati alla presenza in questi elementi di sostanze inquinanti come metalli pesanti e diossine.

Queste ultime in particolare vengono generate in diversi processi termici e industriali come sottoprodotti indesiderati. È stato dimostrato che l’esposizione prolungata a queste sostanze provoca una serie di effetti avversi al sistema nervoso, immunitario ed endocrino, compromettendo la capacità riproduttiva e sviluppandosi talvolta sotto forma di cancro. Tra i processi chimici che le creano ci sono sia quelli di origine umana, come appunto quelle provenienti dalle industrie pesanti, sia di origine naturale, come quelle nate dalle eruzioni dei vulcani o da incendi boschivi. Per questo nel piano della Regione Campania, oltre ai Sin, vengono tenute sotto controllo anche le aree interessate di recente da “allerte ambientali”.

Il piano dovrà essere realizzato dai Servizi Veterinari delle Asl con la collaborazione di Arpa Campania, dell’Istituto zooprofilattico del Mezzogiorno e dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza alimentare (Orsa), ognuno per le sue competenze. Questi enti hanno tutti contribuiti alla stesura del testo, che ha come base le linee guida dettate dal Ministero della Salute che dovrà approvare il progetto, che durerà un anno.