Bonifiche: amianto via dall'Europa entro il 2028

Bonifiche: amianto via dall’Europa entro il 2028

Bonifiche: amianto via dall'Europa entro il 2028

La proposta contenuta in una relazione approvata da Strasbrugo. Tra le altre, più formazione per i lavoratori e gestione ad hoc per i rifiuti

Entro il 2028 tutti gli Stati dell’Unione europea dovranno bonificare i propri territori dall’amianto. Questa la proposta contenuta nella relazione “Minacce per la salute sul luogo di lavoro legate all’amianto e prospettive di eliminazione di quello esistente” approvato da Strasburgo su proposta dell’eurodeputato britannico Stephen Hughes.  In particolare, il Parlamento comunitario chiede che sia elaborata una strategia comune per rimuovere l’asbesto da edifici pubblici, tubi dell’acqua, treni e navi. È prevista inoltre l’istituzione di un registro in cui censire le strutture in questione per il loro monitoraggio.

La proposta che giunge dai piani alti dell’Europa è anche quella di utilizzare l’amianto per la riconversione e l’efficienza energetica degli edifici e lo smaltimento dei rifiuti, con politiche atte a sensibilizzare e informare i cittadini, gli organi di vigilanza, le istituzioni nazionali e soprattutto i lavoratori. Proprio a questi ultimi è dedicata una parte considerevole del testo, in particolare a quelli impiegati nelle piccole e medie imprese, più vulnerabili all’attuazione della legislazione in materia di salute e sicurezza.

A tal proposito nella relazione è consigliata l’approvazione di provvedimenti volti a determinare qualifiche specifiche in relazione a questa pericolosa fibra per ingegneri civili, architetti, dipendenti di imprese accreditate per la rimozione dell’amianto. Si deve inoltre mettere in conto la formazione di personale specializzato anche per la formazione di altri lavoratori suscettibili di esposizione al materiale, come coloro che sono impiegati nei cantieri navali oppure in agricoltura, rafforzando anche i dispositivi di protezione di cui già sono dotati e il controllo da parte delle autorità competenti degli Stati membri.

Di formazione si parla anche a proposito dei medici del lavoro, affinché abbiano conoscenze adeguate per  prevenire e far fronte alle patologie asbesto correlate, tra cui in particolare i tumori all’apparato respiratorio, problemi cardiovascolari e mesotelioma. Pertanto, anche le bonifiche per l’eliminazione totale dell’amianto dal territorio europeo dovrà avvenire con procedure sicure e seguendo una tabella di marcia stabilita sulla base dei principi stabiliti dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Tra le malattie derivate dalla fibra, il Parlamento nel testo in questione esorta la Commissione Ambiente e sanità pubblica a includere nel novero anche il cancro della laringe e quello all’ovaio, perché causati dall’inalazione di amianto in sospensione, ma anche dall’ingestione di acqua contaminata. Si tratta di patologie che dovranno essere riconosciute come professionali, con ampi diritti di risarcimento. Dovrà inoltre essere garantito il sostegno anche alle famiglie delle vittime dell’amianto, attraverso una azione di consulenza e appoggio.

Infine, la risoluzione ha affrontato anche il nodo della gestione dei rifiuti contaminati: si sottolinea che il loro conferimento in discarica non rappresenta il sistema più sicuro per eliminare completamente il rilascio di fibre nell’ambiente. Si dovrebbe pertanto promuovere nei Paesi membri la realizzazione di centri di trattamento e inertizzazione degli scarti contenti asbesto , annullando gradualmente il loro smaltimento nei comuni siti. 

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