L'Iss e il Ministero della Salute insieme contro l'amianto
Amianto

L’Iss e il Ministero della Salute insieme contro l’amianto

L'Iss e il Ministero della Salute insieme contro l'amianto

Presentato il Progetto nazionale contro l'asbesto: si tratta di una prima proposta che rende operativo il Piano approvato dal Governo nei giorni scorsi

L’asbesto continua ad essere al centro dell’agenda politica dell’Italia. Dopo il via libera del governo al documento elaborato dai ministri della Salute, dell’Ambiente e del Lavoro, che ben definisce una strategia di intervento coordinata delle amministrazioni statali e locali contro la fibra killer, è in arrivo anche il “Progetto Amianto”, coordinato dall’Istituto superiore di sanità: si tratta di una prima proposta operativa che va ad anticipare e a accompagnare lo stesso Piano Nazionale con le azioni da intraprendere a breve e lungo termine per le varie problematiche individuate.

Tra i punti affrontati nel programma ci sono il rischio connesso all’esposizione non professionale e ambientale nonostante il bando della sostanza dal territorio nazionale con una legge del 1992 e le metodologie più efficaci per la sorveglianza sanitaria ed epidemiologica. Ancora, i sistemi innovativi di diagnosi e cura delle patologie asbesto-correlate, come nel caso di mesoteliomi e tumori al polmone e alla pleura, e la cooperazione con i Paesi in cui l’uso della pericolosa fibra è ancora consentita, come nel Caso del Canada e della Cina. Le quattro unità tematiche (ambiente, epidemiologia, diagnosi e cura) sono coordinate dall’Iss, dall’Università Avogrado del Piemonte orientale, Università di Torino e dall’Istituto Tumori Regina Elena di Roma.

Si tratta di un progetto che rende operative per la prima volta le linee di azione da intraprendere a tutela della salute di cittadini e territori nostrani, come definito dal Piano Nazionale Amianto, scaturito a sua volta dalla Seconda Conferenza Governativa dedicata all’argomento e tenutasi a Venezia lo scorso novembre, in cui è stato fatto un quadro dettagliato sullo stato dell’arte sulle conoscenze e i rischi legati all’asbesto. Il Consiglio dei Ministri ha recentemente preso atto dell’elaborazione del documento e l’ha poi trasmesso alle Conferenza Stato-Regioni.

Particolare attenzione nel testo è riservata alla ricerca e alla bonifica. Soprattutto per quel che riguarda quest’ultimo aspetto l’emergenza resta alta: nonostante la messa al bando con una legge che proprio quest’anno ha compiuto 20 anni, sono quasi 35 mila i siti ancora contaminati per un totale di 32 milioni di tonnellate di amianto distribuite su tutto il territorio nazionale, con cave di materiali contenenti la fibra ancora attive, come nel caso delle pietre verdi e degli ofioliti.

Tra gli obiettivi del Piano  e del Progetto c’è il miglioramento della conoscenza dei fenomeni e delle loro dimensioni, l’incremento della qualità delle valutazioni del rischio, della sorveglianza sanitaria e degli ambienti di vita e di lavoro e l’accelerazione dell’apertura di cantieri di bonifica. L’accento è posto anche sull’individuazione dei siti atti allo smaltimento di asbesto e la razionalizzazione delle norme che regolano il settore per una migliore valutazione delle malattie e dei diritti e doveri delle aziende che utilizzano residui della fibra nelle loro attività produttive. 

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