"Le PMI italiane più sicure con incentivi, formazione e informazione"
Sicurezza sul lavoro

“Le PMI italiane più sicure con incentivi, formazione e informazione”

"Le PMI italiane più sicure con incentivi, formazione e informazione"

Intervista ad Ester Rotoli (Inail): "Il trend infortunistico è in calo e il decremento maggiore si osserva per i casi mortali. Tra le cause, la crisi economica"

La sicurezza e la prevenzione continuano ad essere al centro dell’agenda 2013 delle aziende italiane. Entrano nel vivo i nuovi incentivi dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail), destinati a tutte quelle imprese, piccole, medie o grandi, che siano interessate a realizzare interventi a favore della salute dei propri lavoratori. Si tratta in totale di 155 milioni di euro, ripartiti in budget regionali. Di questa cifra, 146 milioni sono risorse dell’Inail destinate a progetti di investimento strutturali, all’acquisto di macchinari di avanguardia e all’adozione di un sistema di responsabilità sociale.

Ambiente Magazine ne ha parlato con Ester Rotoli, direttore centrale della Direzione Prevenzione dell’Inail.

Ing. Rotoli, come è la situazione delle PMI italiane in materia di sicurezza sul lavoro? Può darci anche qualche numero?

Le imprese con meno di 250 dipendenti  rappresentano oltre il 99% del totale delle imprese assicurate con l’INAIL (circa 3.387.000). La maggior parte sono imprese individuali/lavoratori autonomi e imprese fino a 15 dipendenti (circa 3.278.000). Il dato non corrisponde al numero di PMI esistenti in Italia in quanto non tutte le imprese hanno obbligo assicurativo. L’indice di frequenza infortunistico nelle piccole e medie imprese è maggiore rispetto a quello delle grandi imprese e questo ovviamente è coerente con il fatto che nelle grandi imprese è tipicamente più sviluppata la tendenza ad investire in sicurezza e la sensibilità a queste tematiche.

Come è messa l'Italia in questo settore rispetto agli altri Paesi europei?

Le statistiche di confronto tra i vari Stati europei sono elaborate e diffuse da Eurostat, sulla base dei dati comunicati da ciascun Paese. Eurostat considera “infortuni sul lavoro” quelli che hanno determinato “assenze dal lavoro di almeno quattro giorni”, escludendo i casi in itinere perché non rilevati da tutti gli Stati. Gli ultimi dati diffusi da Eurostat, risalenti all’anno 2010, relativi ai tassi standardizzati di incidenza infortunistica (che a differenza dei valori assoluti garantiscono un adeguato livello di affidabilità), mostrano per l’Italia un valore nettamente inferiore a quello della Spagna e di poco inferiore a quello della Germania. Il trend infortunistico in Italia è in calo (2362 infortuni per 100.000 occupati nel 2008, 2330 nel 2009 e 2200 nel 2010) e il decremento maggiore si osserva per i casi mortali. Ciò è dovuto ad una serie di fattori, al di là del decremento occupazionale e del fenomeno della sottodenuncia: prima di tutto alle politiche attive nella prevenzione del sistema Paese, poi alla creazione di un “Polo nazionale della prevenzione” (con la fusione di INAIL con ISPESL e IPSEMA, l’istituto di previdenza per il settore marittimo), e alle numerose iniziative di informazione, formazione, assistenza e consulenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, intraprese dall’Istituto, soprattutto nei confronti delle PMI su tutto il territorio nazionale, in stretto raccordo operativo e funzionale con le Istituzioni e in particolare con il sistema delle Regioni.

Quanto possono servire gli incentivi messi a disposizione per incrementare la sicurezza sul lavoro e la prevenzione dei rischi?

Il Decreto legislativo n.81/2008 e s.m.i. ha attribuito all’INAIL il compito del sostegno economico alle imprese che “investono in prevenzione”, allo scopo di elevare i livelli qualitativi della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare per le PMI. Gli indici infortunistici più alti delle PMI rispetto alle grandi imprese si possono spiegare anche con la diversa disponibilità di budget investiti nella sicurezza e salute sul lavoro.  Inoltre, alcuni studi condotti dall’INAIL mostrano che le aziende che hanno adottato un Sistema di Gestione per la salute e sicurezza sul lavoro certificato presentano indici infortunistici più bassi rispetto alla media delle aziende del proprio comparto. Impegno prioritario dell’INAIL pertanto è quello di realizzare interventi sistematici di finanziamento di progetti di investimento in materia di salute e sicurezza sul lavoro da parte delle piccole, medie e micro imprese e monitorarne l’efficacia, attivando iniziative sempre più mirate. Si tratta, in particolare, di investimenti sulle macchine, gli impianti, le tecnologie, finalizzati all’aumento degli standard di sicurezza, ma anche per l’adozione di sistemi di gestione della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro o di modelli gestionali che attuano i principi di responsabilità sociale delle imprese. Nel dicembre 2010 l’INAIL ha indetto un bando di finanziamenti per 60 milioni di euro, nel 2011 sono stati stanziati 205 milioni e nel bando 2012 circa 155 milioni di euro, di cui 9 erogati dal Ministero del Lavoro. Nei bandi per gli incentivi INAIL si dà sempre priorità alle piccole e medie imprese e ai settori ad alto rischio. Per questo motivo i punteggi che vengono attribuiti alle imprese sono tanto maggiori quanto sono minori le dimensioni aziendali e quanto maggiore è la rischiosità del settore.  Analizzando i dati relativi alle aziende che hanno richiesto gli incentivi INAIL infatti si rileva che le micro e piccole imprese sono state oltre l’86% nel 2010 e circa l’89% nel 2011.

Quali le prossime mosse possibili?

L’impegno dell’INAIL è indirizzato verso il potenziamento delle azioni sui versanti della informazione, formazione, assistenza e consulenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare nei riguardi delle PMI. Gli incentivi economici rappresentano senza dubbio una delle attività di sostegno istituzionale sulla quale l’INAIL punta in modo sempre più incisivo. Un ulteriore potenziamento su tale versante sarà quello della formazione, attraverso l’attivazione di un bando per finanziare progetti formativi specificamente dedicati alle piccole, medie e micro imprese, e ad ambiti particolarmente critici, con fondi destinati a tale fine dal Ministero del Lavoro. Su un altro fronte di azione si continua ad affinare lo strumento dello sconto del premio, a cui hanno diritto le aziende per l’attuazione di interventi di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza.