Campania: ok a 42 milioni per la riqualificazione ambientale
Bonifiche

Campania: ok a 42 milioni per la riqualificazione ambientale

Campania: ok a 42 milioni per la riqualificazione ambientale

Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto con lo stanziamento della somma da parte del Cipe, destinata alla bonifica dei siti contaminati

Sono 42 i milioni stanziati dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, per la riqualificazione ambientale dei territori della Campania. La delibera, pubblicata nei giorni scorsi sulla Gazzetta Ufficiale, sancisce l’elargizione della somma per questo tipo di attività previste dal Piano industriale della Regione. Si tratta di un provvedimento che, dicono dall’assessorato all’Ambiente, è molto atteso, sia dal punto di vista della tutela dei siti interessati, sia dal punto di vista economico.

Il testo infatti prevede anche la collocazione al lavoro del personale delle società in liquidazione come Astir, Arpac Multiservizi e Jacorossi. Ma la parte fondamentale è quella dedicata al tema della riconversione ambientale, destinata in particolare alla fruizione e al riutilizzo delle aree litorali e del patrimonio regionali con l’inclusione delle aree confiscate alla camorra. A queste vanno ben 12 milioni di euro. Le risorse utilizzate sono quelle residuali del Fondo Sviluppo e Coesione 2007-2013 relative proprio agli interventi di riqualificazione delle aree inquinate.

È prevista anche la messa in sicurezza del territorio mediante la mitigazione dei rischi ambientali e igienico-sanitari, il monitoraggio dei siti in cui vengono sversati rifiuti speciali e altamente inquinanti e la verifica di contaminazione della matrice suolo. Dei 42 milioni stanziati, 30 sono destinati a questi interventi , che comprendono anche la rifiunzionalizzazione e il controllo di tutti i siti a rischio. La tempistica di attuazione di queste azioni sarà definita in seguito con un Accordo di Programma Quadro insieme al Ministero dello Sviluppo Economico e quello dell’Ambiente.

Si ricorda che in Campania sono presenti ben 6 dei 57 Siti di interesse nazionali distribuiti su tutto il territorio della Penisola . Sono 345 mila gli ettari di terra contaminata nella regione e tra le aree più a rischio ci sono Bagnoli e il Litorale Domizio.  I contaminanti maggior presenti all’interno dei Sin sono le diossine, gli idrocarburi policiclici aromatici, i metalli pesanti e i solventi. Il primo passo previsto dalla normativa in materia, e cioè il decreto legislativo numero 3 del 2006, è la redazione del piano di caratterizzazione che descrive il sito in esame e ne individua le caratteristiche ambientali e le eventuali correlazioni tra inquinamento ed attività svolta.