Salute e sicurezza sul lavoro, i dati dell'Osservatorio
Sicurezza sul lavoro

Salute e sicurezza sul lavoro, i dati dell’Osservatorio

Salute e sicurezza sul lavoro, i dati dell'Osservatorio

I numeri Inail 2011 evidenziano un calo nel numero degli infortuni, soprattutto nelle aziende dotate di un sistema di valutazione dei rischi

Inail, Censis e Federchimica hanno presentato a Roma l'Osservatorio “Salute e sicurezza sul lavoro”, un centro studi ma anche una struttura per il monitoraggio dei rischi in azienda. In occasione dell’inaugurazione sono stati illustrati anche gli ultimi dati Inail in materia di infortuni: numeri incoraggianti – gli incidenti sono passati da 790mila nel 2009 a 726mila nel 2011, mentre le imprese certificate sono aumentate di sette volte negli ultimi quattro anni – ma ancora preoccupanti perché molte realtà continuano a lavorare con elevati fattori di rischio per i dipendenti.

In particolare, su un campione di 1.000 imprese intervistate da Censis e Accredia, l’80 ha dichiarato di mettere in atto manovre non conformi e dunque a rischio, ad esempio non rispettando appieno la normativa in materia di rumore e vibrazioni, mentre il 60% non gestisce correttamente gas e fumi di scarico. Proprio questi comportamenti scorretti rappresentano per le aziende italiane il maggiore fattore di rischio e, in casi estremi, la principale causa delle morti bianche.

La realtà è diversa per coloro che si dotano di un sistema di gestione della salute e della sicurezza dei lavoratori. Valutazione preventiva dei rischi e ottimizzazione dei processi produttivi – nelle attività industriali ma anche nelle piccole imprese artigianali, commerciali o agricole – sono strumenti in grado di ridurre il numero ma soprattutto la gravità degli infortuni.

Sempre secondo l’indagine Censis-Accredia la maggior parte delle aziende italiane, spesso di piccole o piccolissime dimensioni, gestisce la sicurezza attraverso l'addestramento e l'informazione dei lavoratori ma in alcuni casi gli strumenti di controllo e previsione degli infortuni sono improvvisati, soprattutto al fine di tagliare i costi. Solo un’impresa su cinque si affida a un consulente esterno per un supporto tecnico e formativo, come quello offerto in Campania da Esia, società di consulenza specializzata nelle attività di monitoraggio in ambienti di lavoro.