"Ambiente e industria? Finalmente insieme"
Emissioni in atmosfera

“Ambiente e industria? Finalmente insieme”

"Ambiente e industria? Finalmente insieme"

A Roma il commissario Ue Antonio Tajani parla della politica europea di efficienza energetica: sì al green ma tutelando i posti di lavoro

Tra ambiente e industria ci deve essere un matrimonio: se non d’amore, almeno di interesse in prospettiva del benessere dei cittadini. E’ l’opinione di Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e responsabile per l’Industria e l’imprenditoria, ieri a Roma per il convegno-dibattito su “Sostenibilità ambientale e competitività industriale”. Negli uffici della Rappresentanza italiana della Commissione Ue l’ex eurodeputato, oggi commissario a Bruxelles, ha ribadito l’importanza della politica ambientale a livello nazionale e sovranazionale purché “questa si integri con quella industriale, nell’interesse finale dei cittadini e non della mera creazione di ricchezza”. Secondo Tajani, infatti, il rischio è che la tutela dell’ambiente, se intesa in modo fondamentalista, possa finire paradossalmente col danneggiare i cittadini anziché regalare loro un mondo migliore. “Se i limiti alle emissioni di CO2 fossero non realistici – ha portato come esempio il commissario – le nostre imprese fuggirebbero altrove con conseguenze disastrose in termini di competitività e lavoro”.

La green economy è ormai un tema centrale in Europa e appena pochi giorni fa, dopo oltre un anno di lavori, Commissione, Consiglio e Parlamento europeo hanno raggiunto l'accordo che porterà all'adozione di una direttiva sull'efficienza energetica. Al centro della questione gli obiettivi 2020, cioè una sorta di tabella di marcia verso la progressiva riduzione delle emissioni di anidride carbonica e l’impiego più razionale ed efficiente dell’energia da parte degli Stati membri. La nuova strategia comunitaria, che sostituisce quella di Lisbona (accantonata con l’aggravarsi della crisi economico-finanziaria), è considerata più flessibile e soprattutto green, basata sul principio di una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva.

Proprio in questi ultimi due valori sta, secondo Tajani, la chiave per lo sviluppo industriale dell’Europa del futuro. “Ci ispiriamo – ha ricordato il commissario – al valore centrale della persona. L’ambiente è uno strumento al servizio del cittadino e l’uomo ha il dovere di rispettarlo, è un tesoro che noi stessi dobbiamo tutelare”.