Dall'Europa arriva lo stop all'utilizzo dei gas fluorurati
Emissioni in atmosfera

Dall’Europa arriva lo stop all’utilizzo dei gas fluorurati

Dall'Europa arriva lo stop all'utilizzo dei gas fluorurati

Le sostanze saranno messe al bando entro il 2020. Multe per chi non si adegua: per i produttori previsti fino a 10 euro per tonnellata di CO2 equivalente

L’Europa dice addio all’uso di gas fluorurati. Con 48 voti a favore, 19 contrari e una astensione, il Parlamento ha deciso di mettere al bando entro il 2020 queste sostanze impiegate prevalentemente in frigoriferi e condizionatori e diffuse sia a livello privato che industriale. E per tutti coloro che non rispetteranno questa direttiva arrivano pesanti sanzioni, tra cui una sorta di tassa per i produttori fino a 10 euro per tonnellata di CO2 equivalente.

La messa al bando dei fluorurati si è resa necessaria in considerazione del crescente livello delle emissioni di questi gas, aumentate negli ultimi 20 anni del 60% nel Vecchio Continente e che, secondo le stime, sono 23 mila volte più pericolosi per la salute umana e dell’ambiente rispetto all’anidride carbonica. Risultano pertanto essere i primi responsabili del riscaldamento globale. Si tratta di sostanze molto diffuse, utilizzate prevalentemente in impianti di refrigerazione e aria condizionata, apparecchi elettrici, schiume, spray e estintori. Sono soprattutto le industrie chimiche, che producono comuni  beni di consumo, le prime imputate per l’emissione di questo tipo di gas, che sono anche tra i più longevi della specie. Si calcola infatti che i fluorurati siano talmente potenti da riuscire a restare nell’atmosfera per circa 270 anni.

Lo scorso novembre la Commissione europea aveva già deciso di diminuire di due terzi la loro presenza nell’atmosfera, vietandone l’utilizzo in determinati tipi di nuovi apparecchi. Ora l’intervento approvato dal Parlamento è ancora più drastico, prevedendo l’eliminazione progressiva di questi gas tra il 2015 e il 2020, parallelamente allo sviluppo di alternative più sostenibili ed efficienti. Ma la proposta introduce anche sanzioni per tutti i soggetti che non si adegueranno alla nuova direttiva nei modi e tempi previsti.

Sarà infatti introdotta una tassa a carico del produttore pari a 10 euro per ogni tonnellata di Co2 equivalente all’idrofluorocarburo utilizzato. Si sarebbe pensato anche di introdurre il divieto di esportazione dei prodotti non conformi in paesi extra europei. La Commissione ambiente a questo punto, se anche il Consiglio si esprimerà allo stesso modo a luglio, potrà iniziare le trattative con gli Stati membri già alla fine dell’estate.