Inquinamento atmosferico: l'Italia tra le peggiori d'Europa
Emissioni in atmosfera

Inquinamento atmosferico: l’Italia tra le peggiori d’Europa

Inquinamento atmosferico: l'Italia tra le peggiori d'Europa

Il 90% dei cittadini dell'Ue respira aria contaminata da traffico, attività industriali e agricoltura. Ben 23 città della Penisola tra le 30 più a rischio

Il 90 per cento dei cittadini europei respira aria troppo inquinata da polveri sottili e ozono, sostanze ritenute nocive per la salute. A suonare l’ennesimo campanello di allarme è l’Agenzia europea dell’Ambiente, che nel suo ultimo rapporto ha sottolineato come il traffico cittadino, gli impianti industriali e l’agricoltura abbiano contribuito all’inquinamento atmosferico nel Vecchio Continente, che sta raggiungendo soglie preoccupanti e la cui risoluzione sembra essere molto lontana.

Addirittura nel periodo considerato, e cioè il biennio 2009-2011, fino al 96% degli abitanti delle città è stato esposto a concentrazioni di particolato fine e di altri metalli pesanti a livelli superiori alle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tanti i danni, non solo alla salute umana, con un incremento di patologie legate al cattivo funzionamento dell’apparato respiratorio e cardiovascolare, ma anche all’ambiente. Nel dossier si fa pertanto riferimento al fenomeno della eutrofizzazione, che si verifica quando una quantità eccessiva di azoto danneggia gli ecosistemi mettendone a rischio la biodiversità.

L’Italia, e soprattutto la Pianura Padana, sono tra le aree europee più colpite da questa minaccia. Addirittura in tutto il Continente è Padova a detenere il primato negativo sul fronte dell’ozono, con ben 104 giorni di superamento dei limiti previsti dalla normativa vigente, seguita da Pavia, Reggio Emilia, Treviso e Parma. In tutto sono 23 i centri della Penisola su 30 totali nella classifica degli sforamenti dei livelli di inquinanti tossici, derivanti soprattutto dalla combustione di carburante fossile, trasporto su strada, raffinerie, discariche e reflui.

Come sottolinea il commissario europeo all’Ambiente, Janez Potocnik, “l’inquinamento dell’aria è la prima causa di morte nell’Ue, con circa 400 mila decessi solo nel 2010, cioè dieci volte le vittime degli incidenti stradali, senza contare i costi per l’economica, con circa 100 milioni di giornate di lavoro perse ogni anno pari a 15 miliardi di euro di produttività di meno. A questi si aggiungono i 4 miliardi in termini di assistenza sanitaria, per i ricoveri”.

Intanto, proprio nel nostro Paese si fanno più stringenti i controlli di Bruxelles, che ha chiesto all’Italia di fornire informazioni, entro la fine dell’anno e a pena di deferimento alla Corte di Giustizia, sulla attuazione delle norme comunitarie in tema di riduzione delle emissioni industriali. In pratica, dovrebbero essere adottati limiti più severi e regole più chiare e semplici da applicare in conformità alla direttiva numero 75 del 2010. Le attività interessate sono quelle energetiche, di produzione e trasformazione dei metalli, dell’industria chimica e dei prodotti minerari, della gestione dei rifiuti ma anche di trattamento della carta, delle fibre e dei tessili, la concia delle pelli e delle grandi aziende impegnate nella gestione di latte e alimenti.