Inquinamento atmosferico:  record di gas serra nel 2012
Emissioni in atmosfera

Inquinamento atmosferico: record di gas serra nel 2012

Inquinamento atmosferico:  record di gas serra nel 2012

L'allarme dell'Organizzazione meteorologica mondiale: dal 1750 le emissioni in aumento del 32%. Per la maggior parte derivano dalla combustione dei fossili

Diossido di carbonio, metano e protossido hanno raggiunto nel 2012 livelli altissimi, i più alti dall’inizio dell’era industriale. Le cattive notizie sul riscaldamento climatico e l’emergenza legata all’inquinamento atmosferico non accennano a finire. Dopo l’allarme lanciato dal quinto rapporto dell’Ipcc, la task force intergovernativa dei climatologi di tutto il mondo che ha sottolineato come le emissione di gas tossici siano dovute in primis a industrie e ad altre attività antropiche, ora tocca all’Organizzazione meteorologica mondiale diffondere dati preoccupanti per l’ambiente e la salute umana.

Secondo l’agenzia, che fa parte delle Nazioni Unite, i tre principali gas a effetto serra, primi responsabili del global warming, hanno battuto lo scorso anno ogni record di concentramento in tutto il mondo. Dal 1990 al 2012, l’effetto di queste sostanze nocive rilasciate nell’atmosfera è aumentato del 32%. Se si considera che fino al 2011il dato era al 30% si comprende come questo fenomeno stia viaggiando ad una velocità spropositata. Al punto che, come avvertono gli esperti dell’Omm da Ginevra, se non ci sarà una inversione di tendenza la temperatura media del globo terrestre potrebbe superare di 4,6 gradi quella che si registrava prima del 1750, anno dell’inizio dell’era industriale.

In particolare, la concentrazione di anidride carbonica nell’aria è aumentata del 41%, e ciò lo si deve soprattutto alle emissioni derivanti dalla combustione di fonti fossili, mentre quella del metano ha registrato un +160% e quella del protossido di azoto un + 20%. Nei prossimi 100 anni l’impatto di questa sostanza sul clima, ad emissioni uguali, sarà di 298 volte più grande di quello della CO2. Questo gas svolge un ruolo importante nella distruzione della cappa di ozono stratosferico che ci protegge dai raggi nocivi emessi dal sole. Anche se i processi che si verificano nell’atmosfera sono solo una faccia della medaglia: circa la metà delle emissioni rilasciate dalle attività umane, infatti, viene assorbito dalla biosfera e dagli oceani.

La situazione italiana, tuttavia, sembra essere in leggera controtendenza rispetto al quadro presentato dall’agenzia Onu a pochi giorni dall’apertura del vertice mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di Varsavia. Secondo la Coldiretti, infatti, ci sarebbe nel Belpaese un abbattimento delle emissioni di gas serra grazie al minor consumo di prodotti petroliferi, facendo registrare un -6,1% rispetto all’anno precedente. Si calcola infatti che ogni chilogrammo di petrolio in meno bruciato sottrae 3,11 chilogrammi di Co2.

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