Rifiuti contenti amianto: come e dove smaltirli
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Rifiuti contenti amianto: come e dove smaltirli

Rifiuti contenti amianto: come e dove smaltirli

In un volume dell'Inail č affrontata la questione legata alla fase di fine ciclo vita di questi materiali. Nel 2013 19 sono state le discariche attive

L’amianto è una fibra killer che, nonostante sia stato messo al bando in Italia con una legge del 1992 per la sua tossicità, è ancora fortemente presente in miniere dismesse, in stabilimenti attivi nella produzione di materiali contenti asbesto, oltre che nelle costruzioni edili e negli impianti industriali dove spesso è stato utilizzato come coibentante di tubi e serbatoi. Ma cosa succede quando questa sostanza e i prodotti in cui è contenuta diventano uno scarto? La delicata questione della loro gestione sul territorio nazionale è affrontata in un volume dell’Inail, “Mappatura delle discariche che in Italia accettano i Rifiuti contenenti amianto” in cui i ricercatori del Dipia evidenziano le problematiche legati alla fase di fine ciclo vita di questi materiali.

La legge 257 del 1992, oltre a vietare l’estrazione, l’importazione e la commercializzazione di prodotti contenenti amianto, ha assegnato allo Stato la determinazione e la disciplina delle attività di recupero di questo tipo di materiali. Nel 2003 il Ministero dell’Ambiente ha poi emanato un Regolamento che dispone che le regioni e le province autonome debbano procedere all’effettuazione di una mappatura completa delle zone interessate dalla presenza della fibra killer per favorirne il monitoraggio. Gli scarti di prodotti di asbesto (Rca) possono essere conferiti unicamente in discarica per rifiuti pericolosi o in altri siti che siano dotati di una cella monodedicata nella quale possono essere conferiti sia i rifiuti individuati dal codice CER 170605 (materiali da costruzione contenenti amianto) sia le altre tipologie di rifiuti contenenti la stessa sostanza, purché sottoposti a processi di trattamento, finalizzati al contenimento del potenziale inquinante.

La ricerca dell’Inail non solo mette in evidenza che il numero di discariche  in esercizio per il trattamento di questi rifiuti non è sufficiente a gestirli tutti, ma anche che a causa degli elevati costi di smaltimento rispetto agli altri paesi europei spesso i rifiuti prodotti in Italia vengono smaltiti all’estero. Tuttavia, a giugno 2013 risultano attivi 19 impianti, tre in meno rispetto all’anno precedente. Otto di questi si trovano al Nord, cinque al Centro e sei al Sud. Il primato spetta alla Toscana, con 4 discariche, seguita dal Piemonte con tre.

Ben 42 sono i siti non in esercizio, altri sei risultano sospesi o con lotti con l’accettazione di Rca sospesa e sei in attesa di autorizzazione. Per quanto riguarda le volumetrie accettate in discarica, dall’analisi dei dati si deduce che complessivamente nel 2012 sono stati smaltiti in discariche autorizzate 265 mila metri cubi di rifiuti contenenti amianto. La volumetria totale residua al 30 giugno 2013 su tutto il territorio nazionale, e cioè la capacità ancora disponibile a smaltire Rca in futuro, è stimabile attorno ai 2.400.000 metri cubi.

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