Analisi microbiologiche: più sicurezza delle acque e degli alimenti
Sicurezza alimentare

Analisi microbiologiche: più sicurezza delle acque e degli alimenti

Analisi microbiologiche: più sicurezza delle acque e degli alimenti

Così si svolgono i test. Obiettivo: valutare la presenza o assenza al loro interno di microrganismi patogeni, pericolosi per la salute umana e ambientale

Valutare la qualità e lo stato di salute di un campione di suolo o acqua è fondamentale per la tutela della salute umana, oltre che per quella ambientale. Prima ancora di procedere alla bonifica vera e propria delle matrici inquinate, è fondamentale eseguire le analisi microbiologiche, che determinano la presenza o l’assenza nelle stesse di elementi patogeni. I controlli di questo tipo possono essere condotti su acque potabili, reflue, in atmosfera, ma anche sugli alimenti, sempre nel rispetto della normativa vigente.

Ad essere valutato è il grado di sicurezza di un campione. Ciò riveste un ruolo importante quando si parla di acque potabili, soprattutto dopo la sua immissione nella rete idrica. Sono effettuati anche sulle acque di scarico domestiche ed industriali. Esistono delle leggi che stabiliscono, a livello nazionale ed internazionale, i limiti per la presenza di determinati microrganismi e loro tossine. Tra le tecniche più utilizzate, ci sono la semina per inclusione e per superficie, il metodo del “most probable number” e la filtrazione su membrana.

Per quel che riguarda gli alimenti, moltiplicandosi i casi di frode, adulterazione e commercio di sostanze tossiche all’interno dei prodotti immessi sul mercato e destinati al consumo umano, le analisi microbiologiche possono essere utilizzate in due modi. Da un lato in chiave ispettiva, per verificare la presenza o meno di tossine nei singoli cibi, dall'altro come strumento di implementazione del sistema di autocontrollo Haccp, per identificare quelle fasi del processo produttivo in corrispondenza delle quali si possono verificare contaminazioni da parte di organismi pericolosi.