Sicurezza alimentare: le analisi e i sistemi di controllo della salute pubblica
Sicurezza alimentare

Sicurezza alimentare: le analisi e i sistemi di controllo della salute pubblica

Sicurezza alimentare: le analisi e i sistemi di controllo della salute pubblica

Dall'Haccp alla normativa regolata dall'Efsa, al monitoraggio di Asl e laboratori: tutto quello che c'č da sapere sull'igiene e la prevenzione degli alimenti

La sicurezza degli alimenti prodotti e immessi nel commercio è fondamentale per qualsiasi azienda, grande o piccola, che si occupi della distribuzione di cibo, e di sicuro non può prescindere dal rispetto di precise norme igieniche. Per questo molte imprese alimentari, dai bar alle pasticcerie, dalle pescherie ai panifici, passando per le mense pubbliche e le salumerie, sono tenuti a dotarsi di un piano di autocontrollo, chiamato Haccp, per garantire l’igiene e la sicurezza alimentare.

SICUREZZA ALIMENTARE, ITALIA LEADER - In Campania l’emergenza alimentare legata alla Terra dei Fuochi si sarebbe potuta evitare ricorrendo a questo sistema, dal momento che in questo modo viene così garantita, attraverso uno studio realizzato da esperti, l’assenza di corpi estranei, come pezzi di vetro e plastica, di batteri pericolosi come salmonella e stafilococchi, e l’assenza di contaminanti di natura chimica e biologica. Tuttavia, l’Italia è leader in Europa nel settore della sicurezza alimentare, seconda solo alla Germania.

In totale solo le Asl hanno effettuato oltre 700 mila controlli nel corso del 2012 su imprese alimentari, ortofrutta e prodotti fitosanitari. È quanto emerge dalla Relazione annuale sul piano nazionale integrato dei controlli sulla sicurezza alimentare, condotta da Coldiretti e presentata nei giorni scorsi dal Ministero della Salute. Così il Belpaese ha immesso sul mercato il minor numero di prodotti con residui chimici oltre il limite, rappresentando solo lo 0,4%, risultati inferiori di quattro volte a quelli della media europea e di 20 volte rispetto ai Paese extracomunitari.

IN EUROPA: L’EFSA - A livello europeo, la materia è regolata dall’Efsa, acronimo per European food safety authority, che è l’autorità europea per la sicurezza alimentare. Tra i suoi compiti, fornisce consulenza scientifica e attività di comunicazione circa rischi associati alla catena alimentare. Le sue ricerche vengono utilizzate dai responsabili nazionali in materia di sicurezza di cibi e mangimi per decidere in merito all’approvazione di sostanze regolamentate, come pesticidi e additivi alimentari oppure per introdurre nuovi quadri normativi.

IL SISTEMA DI ALLERTA EUROPEO - Per prevenire, infatti, la distribuzione sul mercato europeo di alimenti che possano rappresentare un pericolo per i cittadini la Comunità ha istituito il sistema di allerta rapido con il quale si riesce a notificare in tempo reale i rischi diretti o indiretti per la salute pubblica connessi al consumo degli alimenti. Il sistema in questione (Rasff) è stato introdotto negli stati membri con la direttiva 92/59/CEE del Consiglio europeo e garantisce la diffusione di tutte le informazioni inerenti un alimento a rischio agli organi di competenza, che in Italia a livello territoriale sono rappresentati dalle Asl, per poter intervenire tempestivamente a tutela della salute pubblica.

SICUREZZA ALIMENTARE, IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI LOCALI - Il ministero della Salute ha poi delegato alle Regioni e Province autonome la facoltà di predisporre un proprio sistema per assicurare il corretto flusso di tali informazioni tra il centro e gli organi periferici e per fornire i giusti indirizzi alle Aziende sanitarie locali. Proprio per far funzionare il sistema più velocemente, sono stati individuati diversi snodi di comunicazione a livello ministeriale, regionale e locale attraverso i quali far viaggiare le notizie. Pertanto tutti i prodotti potenzialmente nocivi vengono rintracciati ed analizzati.

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