Emissioni industriali: nuovi limiti e sanzioni per gli impianti italiani
Emissioni in atmosfera

Emissioni industriali: nuovi limiti e sanzioni per gli impianti italiani

Emissioni industriali: nuovi limiti e sanzioni per gli impianti italiani

Entrerą in vigore l'11 aprile il decreto che regola autorizzazioni e controlli degli stabilimenti che trattano sostanze chimiche, metalli e minerali

Novità in arrivo in materia di inquinamento da emissioni industriali. Entrerà infatti in vigore il prossimo 11 aprile il decreto legislativo numero 46 del 2014 che aggiorna le regole su autorizzazioni e controlli per tutti gli impianti industriali, la cui attività produttiva risulta essere potenzialmente tossica per la salute delle persone e dell’ambiente. In tutto, il testo comprende 34 articoli e interessa soprattutto i siti che producono e trasformano metalli, minerali, che utilizzano sostanze chimiche, gestiscono rifiuti e si occupano dell’allevamento di animali.

Rimangono fuori dal provvedimento le attività di ricerca e sviluppo e la sperimentazione di nuovi prodotti. La prevenzione e la riduzione delle emissioni sono al centro del decreto che attua finalmente la direttiva europea entrata in vigore a livello comunitario nel gennaio del 2011 e recepita nel Belpaese soltanto nei giorni scorsi. Ecco, nello specifico, le novità più importanti.

AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE

Il decreto in questione chiarisce che l’oggetto dell’Aia sono le installazioni e non i progetti. Vengono in questo modo semplificate le procedure per il rilascio dell’autorizzazione, eliminando l’obbligo di interpellare i  ministri della Salute, dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche agricole. Sono inoltre introdotte sanzioni più pesanti per chi esercita la propria attività senza Aia o dopo che questa sia stata sospesa o revocata: in particolare, è previsto per gli inadempienti l’arresto fino ad un anno o sanzioni da 2.500 a 26 mila euro, con aggravanti in caso di scarico e smaltimento di sostanze pericolose e di superamento dei limiti i alcune sostanze. Chiarita anche la relazione tra autorizzazione integrata ambientale e autorizzazione unica per la gestione degli scarti.

IMPIANTI DI COMBUSTIONE

A partire dal 1 gennaio 2016 tutti i grandi impianti di combustione, anche quelli anteriori al 2013, dovranno rispettare nuovi limiti di emissione. I valori più severi sono stabiliti per gli stabilimenti già esistenti che utilizzano biomasse. Per quelli nuovi, norme più stringenti sono applicate anche alle sedi che utilizzano sostanze diverse da queste. In determinati casi si prevede che gli impianti potranno comunque sforare i limiti stabiliti, al massimo fino al 2023, per un numero di ore pari o inferiore a 17.500. Il ministero dell’Ambiente deve inviare ogni tre anni una relazione alla Commissione europea relativa alle emissioni di biossido di zolfo, ossidi di azoto e polveri di tutti i grandi impianti di combustione. Gli stabilimenti dovranno inoltre ridurre al minimo l’emissione dei composti organici volatili (Cov).

INCENERITORI

Per quanto riguarda gli inceneritori di rifiuti, il testo stabilisce che in caso di incidenti i gestori di tali impianti devono avvisare tempestivamente i Comuni, le Province e le Regioni, consentendo sempre l’accesso ai soggetti autorizzati ai controlli e fornendo loro tutte le informazioni di cui abbiano bisogno. Introdotti anche nuovi limiti alle emissioni, a cui gli stabilimenti interessati dovranno adeguarsi entro il 10 gennaio 2016: non potranno superare i 10 milligrammi per metrocubo (mg/Nm3) di valore medio giornaliero di polvere totale, cosí come di toc o di acido cloridrico.

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