Rifiuti speciali: dai Raee ai fanghi di cemento, ecco l'elenco dei più nocivi
Rifiuti

Rifiuti speciali: dai Raee ai fanghi di cemento, ecco l’elenco dei più nocivi

Rifiuti speciali: dai Raee ai fanghi di cemento, ecco l'elenco dei più nocivi

A seconda delle loro proprietà chimico-fisiche, è possibile capire come trattare e smaltire questi tipi di scarti, prodotti da molte industrie italiane

Sia che si trovi allo stato liquido, gassoso o solido, si definisce rifiuto, ai sensi della direttiva comunitaria in materia (75/442/CEE), “qualsiasi sostanza o oggetto che rientri nelle categorie riportate nell’Allegato I e di cui il detentore si disfi o abbia l’obbligo di disfarsi”. Tutte le attività produttive, infatti, generano scarti, che possono essere più o meno nocivi per l’ambiente circostante e per la salute delle persone che ne sono a contatto. Esistono diversi tipi di rifiuti e, a seconda delle proprietà chimico-fisiche presenti al loro interno e conosciute mediante analisi e valutazioni, è possibile individuare soluzioni efficaci per trasportarli, stoccarli, trattarli e smaltirli.

Questi sono classificati in genere in speciali e pericolosi. Della prima categoria fanno parte gli scarti industriali, artigianali, agricoli e commerciali, a cui possono essere aggiunti veicoli e macchinari obsoleti, quelli prodotti da ospedali e quelli composti da materiali da costruzione, scavo e demolizione. Eccone alcuni tipi, di cui sono ampiamente produttrici la maggior parte delle aziende e industrie italiane.

FANGHI DI CEMENTO

I fanghi di cemento, come breccia e sabbione, che derivano dalle operazioni di lavaggio delle betoniere, molto comuni nell’industria edile, dovranno essere considerati come rifiuti speciali, e smaltiti come tali. Lo ha scritto la terza sezione penale della Corta di Cassazione in una sentenza dello scorso ottobre. Questo tipo di materiale, infatti, non lo si può trattare come materia prima secondaria né come sottoprodotto. In quanto rifiuto speciale, deve essere gestito e trattato secondo norme che, se disattese, possono far incorrere i soggetti che utilizzano queste sostanze in pesanti sanzioni penali oltre che pecuniarie.

OLI LUBRIFICANTI USATI

Tra i rifiuti speciali più pericolosi per la salute dell’uomo e dell’ambiente ci sono gli oli lubrificanti usati. Utilizzati per i motori a combustione interna, dalle auto private alle macchine agricole, e per gli impianti industriali, dopo un certo periodo di servizio subiscono trasformazioni chimico-fisiche tossiche che non li rendono più idonei ad essere impiegati e devono pertanto essere sostituiti. Per questo rifiuti del genere vanno smaltiti nel modo corretto. In Italia, da circa 29 anni, il Consorzio Obbligatori degli Oli Usati, ne garantisce la raccolta e il riciclo su tutto il territorio nazionale.

PNEUMATICI FUORI USO

Ogni anno in Italia sono quasi 500 mila le tonnellate di gomme che smettono di circolare in strada, ben 35 milioni staccati dalle autovetture, mezzi a due ruote, camion, autocarri e macchine agricole. Spesso, quando non vengono più utilizzati, non sono smaltiti come dovrebbero, in quanto appartenenti alla categoria dei rifiuti speciali. Dal 2006 una direttiva dell’Unione Europea ne vieta l’invio in discarica, riconoscendo alla gomma dei PFU (gli Pneumatici Fuori Uso) qualità e valore per un obbligatorio recupero. Ma questo non succede nella maggior parte dei casi e spesso per smaltire questi materiali si fa ricorso all’incendio di cumuli con gravi ricadute sulle matrici ambientali, dal suolo alle falde acquifere, del sistema agro-alimentare e produttivo del territorio. È Ecopneus che si occupa del loro trattamento.

RAEE E RIFIUTI INGOMBRANTI

Attualmente in tutto il Vecchio Continente vengono raccolte 10 milioni di tonnellate annue di Raee, ma soltanto 3,5 sono riciclate correttamente. La potenzialità economica del settore porterebbe a generare almeno 1 miliardo di euro di valore di recupero dei materiali se dall’attuale 33% si arrivasse all’80%. Questo tipo di scarti fa parte della categoria dei rifiuti ingombranti, cioè di tutti quei beni di consumo durevoli, sia a livello domestico che aziendale, che a causa delle loro dimensioni non possono essere conferiti e trattati dal servizio di raccolta ordinario.  Lo smaltimento dei rifiuti ingombranti compete ai singoli comuni. Tuttavia, ci sono alcune società, come Hera, che ha lanciato un servizio telefonico gratuito per il ritiro a domicilio dei prodotti da gettare. Una volta raccolti, in genere, questi vengono portati in centri dedicati, dove i componenti vengono separati e inviati ai diversi impianti di recupero.

Se vuoi ricevere gli aggiornamenti di Ambiente Magazine seguici su Facebook eTwitter o iscriviti alla nostra newsletter.