Controlli sui cosmetici: ecco i macchinari utilizzati in laboratorio
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Controlli sui cosmetici: ecco i macchinari utilizzati in laboratorio

Controlli sui cosmetici: ecco i macchinari utilizzati in laboratorio

Per eseguire test sui prodotti di bellezza servono apparecchiature specifiche, la cui efficacia va monitorata con interventi di manutenzione e taratura

I laboratori di microbiologia eseguono, tra le altre analisi, quelle sui prodotti cosmetici, per controllare l’eventuale presenza di microrganismi dannosi per la salute umana. Un esempio di azienda italiana che svolge queste attività è Esia, che grazie alle sue strutture è in grado di eseguire qualsiasi analisi di matrici ambientali e alimentari. Nel dettaglio dei controlli di prodotti cosmetici occorrono sistemi per la sterilizzazione, incubatori e frigoriferi, bilance di precisione. Ecco una rassegna dei principali macchinari:

STERILIZZAZIONE

I terreni di coltura batterica, il vetro per le confezioni e le attrezzature vengono sottoposti a sterilizzazione a vapore con autoclavi. Si esegue alla temperatura di 121°C per un tempo di 15 minuti. Per la purificazione di ambienti sotto cappa o piccoli locali si possono utilizzare sistemi con raggi ultravioletti: la vita media di una lampada UV è di circa 5 mila ore e il suo utilizzo richiede particolari precauzioni per evitare danni agli operatori. Per raggiungere temperature più elevate (170°C) si usano stufe a secco.

INCUBAZIONE

Per lo svolgimento delle analisi è necessario mantenere stabile la temperatura dei campioni sotto controllo. Ciò può essere ottenuto con armadi o bagni termostatici. Nel primo caso è importante un idoneo sistema di circolazione dell’aria e di mantenimento di un livello di umidità pari al 75/80%. Nel secondo caso si utilizza acqua distillata, che va rinnovata periodicamente.

BILANCE

Additivi, coloranti e reagenti chimici devono essere pesati con bilance di precisione in grado di rilevare variazioni ponderali fino a un milligrammo.

CAPPE

Gran parte delle attività di laboratorio viene eseguita in una cappa di sicurezza biologica, che serve a proteggere sia il campione analizzato (e quindi a garantire accuratezza nei risultati) che la sicurezza dell’operatore. Ne esistono di tre tipi a seconda dell’apertura e della circolazione dell’aria.

FRIGORIFERI

Per la conservazione dei campioni da analizzare sono necessarie specifiche temperature. Queste possono essere ottenute con friforiferi (tra i 5 e i 3°C), e congelatori (fino a -20° C o fino a -70°C). In entrambi i casi è importante la circolazione dell’aria, la separazione dei campioni all’interno (per evitare contaminazioni), l’attaccamento a un gruppo di continuità in caso di interruzione della corrente elettrica.

FILTRAZIONE

Per l’esame batteriologico dei prodotti cosmetici possono essere utilizzate apparecchiature per la filtrazione. Contenitori e supporti vanno sterilizzati in autoclave prima dell’uso. Si possono utilizzare anche membrane filtranti, sia in cellulosa che in nylon o policarbonato.

MICROSCOPI

A seconda delle analisi da eseguire vengono utilizzati microscopi ottici con caratteristiche diverse: da quelli tradizionali ad apparecchi a epifluorescenza o stereomicroscopi.

MISURATORI DI PH

È necessario misurare il pH dei terreni di coltura e delle soluzioni tramite l’uso di indicatori di colore oppure con mezzi più precisi come i pH-metri

 

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