Sicurezza alimentare, nuovi sistema di tracciabilità del vino
Sicurezza alimentare

Sicurezza alimentare, nuovi sistema di tracciabilità del vino

Sicurezza alimentare, nuovi sistema di tracciabilità del vino

Arriva dall'Università di Pisa lo studio per garantire la provenienza delle uve nella zona del Prosecco Doc Veneto

Buone notizie per gli amanti del buon vino. Dal dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa arriva un innovativo studio sulla tracciabilità dei mosti che permette di certificare i parametri di provenienza geografica del vitigno, tra i fattori determinanti il valore dell'etichetta. Il progetto è a cura del professor Riccardo Petrini che, insieme al suo team, ha sperimentato per tre vendemmie consecutive (dal 2011 al 2013) il metodo di tracciabilità dei mosti ottenuti da vitigni Glera, utilizzati in 10 aziende vinicole della zona del Prosecco Doc Veneto. Un passo importante nel campo della sicurezza alimentare in cui l'origine controllata e la tracciabilità del prodotto diventano fattori sempre più importanti per la tutela del consumatore, nonché indice di affidabilità dell'azienda. Petrini è stato il primo ad applicare sul campo la sistematica isotopica dello stronzio al riconoscimento delle zone in cui il prosecco viene prodotto: l'analisi della distribuzione dei suoi isotopi viene utilizzata per tracciare e definire la zona di origine, a seconda della quantità presente nel suolo, nell'uva e nei prodotti di vinificazione.

ALLERGENI, FTALATI E ADDITIVI: I RISCHI ALIMENTARI NEL VINO

Il settore vinicolo è esposto a rischi alimentari a livello internazionale, come segnalato dall'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) che si occupa della tutela dei consumatori e della qualità dei prodotti dal punto di vista tecnico scientifico. Tra i rischi più rilevati ci sono la presenza di prodotti potenzialmente allergenici di diversa natura; ad esempio come conseguenza dei processi di chiarificazione si possono riscontrare residui di albumine e caseine che dal 1 luglio 2012 devono essere riportati sull'etichetta.  

Altro rischio è costituito dalla presenza di ftalati, prodotti chimici utilizzati principalmente per rendere morbido e flessibile il PVC, materiale diffuso per gli imballaggi di prodotti alimentari e bevande alcoliche.

Per quanto riguarda la presenza di additivi, la normativa vigente si basa sul regolamento europeo 606/2009 che ha fissato a 150 mg per litro il limite massimo di solfiti presenti in un vino rosso e 200 mg/l per i bianchi, elevando la percentuale rispettivamente a 200 e 250 mg/l per i vini dolci. 

 

ETICHETTATURA E CONTROLLO DEGLI ALIMENTI: PERCHÉ È IMPORTANTE

Si rende sempre più necessario un controllo accurato degli alimenti e della loro provenienza, attraverso una consulenza tecnica che comprenda campionamenti, analisi chimico-fisiche e biologiche. I laboratori Esia offrono un servizio di supporto alle aziende alimentari, di ristorazione e di servizi per raggiungere l'adempimento degli obblighi legislativi in materia di sicurezza e controllo dei prodotti alimentari. Tra questi:

 

- Consulenza per l’etichettatura dei prodotti alimentari ai sensi del Decreto Legislativo 109/92;

- Consulenza per realizzazione e/o modifiche di strutture destinate alla ristorazione collettiva;

- Elaborazione di piani di autocontrollo ai sensi del Decreto 193/07 e verifica della corretta applicazione (HACCP, Hazard analysis and critical control points);

- Elaborazione di piani alimentari per la ristorazione collettiva;

- Controllo dei prodotti alimentari tramite analisi merceologiche, chimico-fisiche e microbiologiche;

- Auditing dei servizi di ristorazione collettiva e di pulizia

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