Sicurezza alimentare, come funziona il monitoraggio europeo dei contaminanti nel cibo
Sicurezza alimentare

Sicurezza alimentare, come funziona il monitoraggio europeo dei contaminanti nel cibo

Sicurezza alimentare, come funziona il monitoraggio europeo dei contaminanti nel cibo

Sono sostanze chimiche presenti nell'ambiente oppure a causa della lavorazione. L'EFSA collabora con gli Stati Ue per conoscerne i livelli presenti in alimenti

La produzione e la lavorazione di alimenti e mangimi per animali può causare la contaminazione di questi con componenti naturali, metalli o elementi chimici. Si tratta di sostanze che entrano a contatto con il cibo a causa dei metodi di produzione, preparazione, manipolazione o trasporto degli alimenti, o in seguito a contaminazione ambientale di aria, suolo e acqua. Nella maggior parte dei casi sono presenti in percentuali talmente basse da non costituire un pericolo per i consumatori, ma un accumulo di contaminanti nel tempo può risultare nocivo alla salute, inoltre alcuni tra questi hanno una possibilità più elevata di provocare intossicazioni alimentari.

In Italia la normativa di riferimento è il D. Lgs. 6 novembre 2007 n. 193 che attua la direttiva 2004/41/CE. I prodotti alimentari devono, ad esempio, avere una specifica etichettatura ed essere sottoposti a controllo mediante analisi chimico-fisiche e microbiologiche.

Nella valutazione del rischio alimentare è opportuno distinguere tra diverse tipologie di contaminanti. Esistono tossine naturali prodotte da funghi, alghe, piante, plancton, erbe infestanti; le sostanze chimiche presenti in aria, suolo e acqua sono considerati contaminanti ambientali; ci sono quelli di processo, formati durante la lavorazione del prodotto come nelle cotture ad alte temperature o nelle fermentazioni particolari; i metalli e le sostanze inorganiche come piombo, mercurio, nitrati, fosforo; e infine i medicinali veterinari non autorizzati.

Tra le misure di controllo per la sicurezza alimentare, a livello internazionale c’è l’obbligo di trasmissione annuale (?) all’Efsa (Agenzia europea per la sicurezza alimentare) dei dati sui livelli di contaminanti presenti in alimenti e mangimi.

MONITORAGGIO E SSD

I Paesi europei che collaborano nella raccolta dati, monitorano i livelli di contaminanti presenti in mangimi e alimenti per valutarne l'esposizione da parte di persone e animali. Dal 2010 l'Ue ha adottato la procedura SSD (Standard Sample Description) per trasmettere i dati analitici risultanti dai monitoraggi all'Efsa. In Italia, come in Spagna, Germania e Belgio la procedura è ancora parzialmente adottata, al contrario di Francia, Regno Unito e Portogallo dove il sistema è completamente inserito nelle politiche di valutazione del rischio alimentare.

I DATI DELL'ULTIMO REPORT

L'anno 2012-2013 è stato analizzato a partire dai dati forniti con il metodo SSD, con i seguenti risultati riguardanti la percentuale di ogni tipo di contaminante riscontrato:

  • quelli naturali sono i più presenti, con 877mila unità;

  • le tossine naturali sono arrivate a 644mila;

  • metalli e sostanze organiche a 513mila;

  • contaminanti di processo a 208mila;

  • la categoria “altri” chiude con la percentuale più bassa con 41mila unità.

COS’È L’EFSA E QUALE LAVORO SVOLGE

L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) è tra gli enti internazionali più attivi nel settore della sicurezza alimentare e fornisce consulenza scientifica sui rischi esistenti e quelli emergenti. Per svolgere il suo lavoro sulla valutazione del rischio alimentare in completa autonomia, trasparenza e correttezza delle informazioni, l'EFSA collabora con gli Stati membri dell'Ue su diversi fronti.

 

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