Emissioni in atmosfera, 11 Paesi europei non rispettano i limiti
Emissioni in atmosfera

Emissioni in atmosfera, 11 Paesi europei non rispettano i limiti

Emissioni in atmosfera, 11 Paesi europei non rispettano i limiti

Le peggiori sono Spagna e Danimarca. In Italia si abbassa la qualitą dell'aria nelle cittą del Nord. Inquinano le auto, le centrali elettriche e l'agricoltura

Le città europee continuano ad essere soffocate dall’inquinamento, nonostante la presenza a livello nazionale e comunitario di specifici limiti alle emissioni di gas serra e altre sostanze tossiche. E’ quanto rileva uno studio dell’Agenzia ambientale europea: su 27 Stati membri ben 11 – quindi più di un terzo – sforano almeno una delle soglie fissate dagli standard internazionali. Tra i principali responsabili degli agenti inquinanti ci sarebbero i trasporti su gomma, i consumi domestici, gli impianti per produrre energia elettrica e le attività agricole.

Malgrado i numerosi protocolli firmati a favore dell’ambiente – come  il Gothenburg Protocol of the Convention on Long-Range Transboundary Air Pollution, del 1999 – le emissioni di CO2 in atmosfera sono arrivate nel 2011 a livelli molto elevati. Il report dell’Aae ripercorre proprio l’arco temporale 1999-2010 per studiare il trend delle emissioni inquinanti in Europa rispetto ai limiti imposti a livello internazionale.

Tra i diversi inquinanti atmosferici, le emissioni  di ossidi di zolfo sono diminuite dell’82% dal 1990; il monossido di carbonio del 62%, i composti organici volatili non metanici del 56%, gli ossidi di azoto del 47% e l’ammoniaca del 28%. Le emissioni di particelle sottili sono diminuite del 15% dal 2000. Nonostante questi dati positivi, nel 2010 tutti gli Stati membri hanno riportato un aumento nelle emissioni di sostanze tossiche come il cromo (+12,6%), l’arsenico (4,9%), piombo (9,1%) e cadmio (7,5%).  I consumi domestici e di alcuni settori industriali sarebbero tra i principali responsabili di questi incrementi, mentre le colture agricole sono la principale causa dell’inquinamento da ammoniaca. In termini geografici, infine, i Paesi più inquinati sono risultati la Danimarca e la Spagna, che hanno superato i limiti per tre agenti inquinanti: ossidi di azoto, composti organici volatili non metanici e ammoniaca. Fuori dagli standard anche la Germania, l’Austria, il Belgio, la Francia, il Lussemburgo, l’Irlanda, l’Olanda, la Svezia e la Finlandia.

L’Italia è salva per un pelo. Secondo le previsioni inviate dal nostro Paese nel 2009, Roma non supererebbe – anche se di poco – i tetti imposti dal Gothenburg Protocol del 1999. L’indagine annuale dell’Istat sui “Dati ambientali nelle città”, però, ha rivelato che la qualità dell’aria nelle città italiane è peggiorata: nel 2011 il valore limite per la protezione della salute umana del Pm10 è stato superato  54,4 volte, contro i 44,6  giorni del 2010. Male il Nord, con una media di 75,2 giorni e con Torino e Milano in prima e terza posizione.

 “Negli ultimi 20 anni le emissioni di agenti inquinanti in Europa sono diminuite”, ha confermato Jacqueline McGlade, direttore esecutivo all’Aae. “Questo vuol dire che i regolamenti internazionali funzionano. Ma allo stesso tempo dal nostro studio emerge che molti Paesi hanno sforato i tetti imposti, dimostrando come la strada per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini europei sia un percorso ancora molto lungo”.