Rifiuti, Sistri: al via il rimborso alle aziende
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Rifiuti, Sistri: al via il rimborso alle aziende

Rifiuti, Sistri: al via il rimborso alle aziende

Verranno restituiti i contributi versati dalle imprese per l'iscrizione al Sistema di Tracciabilità per il triennio 2010-2012, quando non era ancora operativo

Il sottosegretario di Stato all’Ambiente, Silvia Velo, ha annunciato che verranno rimborsati i contributi che le imprese della filiera dei rifiuti avevano versato negli anni 2012, 2011 e 2012 per l’iscrizione al SISTRI, il sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi.

Si tratta, come spiega Velo nel suo annuncio, di contributi versati ingiustamente, in quanto il SISTRI non era operativo nel periodo di riferimento. Attualmente sono allo studio le modalità di rimborso da parte dello Stato, mediante restituzione diretta dei contributi oppure sotto forma di compensazione sui futuri oneri da versare.

Secondo I calcoli di Confartigianato, le imprese avrebbero sborsato all’incirca 250 milioni di euro, tra oneri e apparecchiature digitali mai entrate in funzione, di cui 70 milioni solamente per i contributi.

IL FUTURO DEL SISTRI

Il sottosegretario Velo ha inoltre annunciato che nel mese di giugno sarà avviata una nuova gara d’appalto per la gestione del SISTRI.

Fino alla fine del 2015, tuttavia, per la proroga al contratto prevista dal DL Competitività, tale gestione continuerà a restare in mano a Selex, che già nel luglio 2014 aveva annunciato di non voler più continuare gestire il programma SISTRI.

Solo dopo tale termine potrà subentrare un nuovo operatore, che però dovrà essere già stato selezionato entro il 30 giugno, secondo procedure avviate da Consip.

IL DIBATTITO SULLE SANZIONI

Intanto, a partire dal 1° febbraio sono entrate in vigore le sanzioni per la mancata iscrizione o il mancato versamento del contributo annuale, che possono arrivare fino a 93mila euro.

A frenare su questo punto è però intervenuta l’on. Patrizia Terzoni (M5S), che in Commissione Ambiente ha proposto che le aziende non iscritte vengano escluse dalle sanzioni fino al 31 dicembre e non fino al 21 febbraio, come invece proposto dal Governo. Il rischio è dato dal fatto che a partire da questa data potrebbe scattare per le imprese una “stangata” oltretutto per un sistema ancora malfunzionante.

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