Acque minerali: in arrivo nuovi criteri per valutarne la salubritą
Acque potabili

Acque minerali: in arrivo nuovi criteri per valutarne la salubritą

Acque minerali: in arrivo nuovi criteri per valutarne la salubritą

Aggiornata la lista delle certificazioni necessarie e fissati i limiti massimi ammissibili per la presenza di sostanze chimiche al momento dell'imbottigliamento

Da quest’anno le aziende italiane che commercializzano acque minerali in bottiglia dovranno certificarne la salubrità con almeno quattro analisi chimiche, chimico-fisiche e microbiologiche, eseguite in ognuna delle quattro stagioni, su campioni prelevati alla sorgente. A corredo delle domande di riconoscimento delle acque, dovrà essere inoltre prodotta una relazione idrogeologica che illustri tutti gli aspetti della falda acquifera di provenienza.

Questi sono alcuni dei punti principali del nuovo decreto del Ministero della Salute sui “Criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali”, che sostituisce il precedente, in vigore (con successive modificazioni) dal 1992. Il decreto fissa le nuove norme in base a quattro ambiti di valutazione:

 · caratteristiche geologiche e idrogeologiche
 · caratteristiche chimiche, chimico-fisiche e organolettiche
 · caratteristiche chimiche, chimico-fisiche e organolettiche
 · caratteristiche cliniche e farmacologiche

I LIMITI MASSIMI AMMISSIBILI PER LE SOSTANZE CHIMICHE

Il nuovo decreto ha inoltre aggiornato i limiti massimi ammissibili di concentrazione, al momento del confezionamento, di arsenico, piombo, selenio e altre tredici sostanze chimiche che – viene sottolineato con chiarezza – devono essere di origine naturale e non possono assolutamente derivare da un’eventuale contaminazione della fonte.

Non devono altresì essere presenti alcune sostanze o composti derivanti da attività antropica: agenti tensioattivi (come i detersivi), oli minerali e idrocarburi disciolti o emulsionati, benzene, idrocarburi policiclici aromatici, antiparassitari, pesticidi, policlorobifenili o altri composti organoalogenati.

IL TRATTAMENTO CON ARIA ARRICCHITA DI OZONO

Le imprese che intendano avviare il trattamento delle acque minerali con aria arricchita di ozono per la separazione dei composti del ferro, del manganese e dell’arsenico, dovranno prima chiederne l’autorizzazione alla Direzione generale della prevenzione del Ministero della Salute, allegando alla richiesta tutta la documentazione utile a definire le caratteristiche del trattamento e i dati tecnici dell’impianto che verrà utilizzato.