Sicurezza nei cantieri: no al risparmio negli appalti pubblici
Sicurezza sul lavoro

Sicurezza nei cantieri: no al risparmio negli appalti pubblici

Sicurezza nei cantieri: no al risparmio negli appalti pubblici

Giancarlo Maussier (Federarchitetti) ad Ambiente Magazine: "Occorrono controllori imparziali e sanzioni certe per chi lesina sull'incolumità dei lavoratori"

Anche se in calo, gli infortuni nei cantieri edili rappresentano ancora un allarme nel nostro Paese, considerando la gravità degli incidenti, fatali per l’0,30% (quasi il doppio rispetto agli altri settori messi insieme) e causa di lesioni permanenti per il 12% (contro l’8% del resto delle attività economiche). Ambiente Magazine ne ha parlato con Giancarlo Maussier, Presidente della sezione romana di Federarchitetti, che ogni anno dedica a questo argomento conferenze, workshop e campagne di sensibilizzazione.

Dott. Maussier, quali sono i principali ostacoli al miglioramento del livello di scurezza nei cantieri italiani?

“Sicuramente il criterio del massimo risparmio per l’affidamento degli appalti di opere pubbliche è uno di questi. La sicurezza deve essere prevista e pianificata a priori, fin dal momento in cui si calcolano budget e margini di guadagno. Attualmente le gare d’appalto si basano su prezzari vecchi anche di dieci anni e le imprese offrono ugualmente ribassi fino al 50%. Come fanno? Risparmiando sui salari, sui materiali e naturalmente sulla sicurezza. Ma non si può lesinare sull’incolumità dei lavoratori, come ha ribadito il presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano durante il recente congresso che Federarchitetti ha organizzato in occasione della Giornata nazionale della sicurezza nei cantieri edili. Su questo tema per noi è prioritario ragionare su interventi legislativi che prevedano sanzioni certe nel caso in cui si riscontrino livelli di sicurezza inferiori a quanto previsto dalle norme vigenti e dai capitolati stessi che regolano gli appalti”.

Servirebbero però anche controlli più severi…

“E qui arriviamo al secondo punto critico dell’attuale normativa, secondo cui la verifica del rispetto delle norme di sicurezza in cantiere è affidata al Direttore dei Lavori, che svolge il ruolo di Coordinatore della sicurezza e opera in qualità di sostituto dell’Ispettore del Lavoro. Ma il Coordinatore della sicurezza è nominato dal committente e salta quindi all’occhio un evidente conflitto di interesse che può portare, nella migliore delle ipotesi, ad un ammorbidimento dei controlli. La nostra proposta è semplice: che il Coordinatore della sicurezza venga nominato da un ente terzo, che sia Asl, Inail o Comune”.

A tutt’oggi, il lavoratore è abbastanza formato ed educato alla cultura della sicurezza?

“Il decreto 81/2008, il cosiddetto Testo Unico sulla Sicurezza prevede in effetti che tutto il personale presente in cantiere sia adeguatamente formato sui possibili rischi e sulle misure di prevenzione. Sono previste almeno 16 ore obbligatorie di formazione, regolarmente pagate all’operaio. Anche in questo caso, purtroppo, esistono delle vie per aggirare tale norma, soprattutto grazie ad agenzie di formazione online compiacenti che rilasciano attestati di frequenza o questionari precompilati che sono perfettamente inutili. È necessario quindi intervenire con controlli e soprattutto sanzioni più severe. D’altronde, è tra gli stessi operai che manca una cultura della sicurezza ben radicata. Paradossalmente, sono proprio i lavoratori con maggior esperienza ad essere più a rischio, perché pensano di poter fare a meno a volte del casco o dell’imbracatura di sicurezza. Per questo gli investimenti nelle attività di formazione e informazione sono così importanti”.

L’attuale crisi del settore, però, sembra indurre le imprese al risparmio.

“A fronte dei danni anche economici legati agli infortuni, si tratta in realtà di un finto risparmio. Oggi esistono diverse opportunità per conciliare la tutela del lavoratore con gli interessi dell’impresa. Voglio ricordare per esempio che l’Inail offre un rimborso del 65% alle aziende che investano in interventi sia organizzativi che strutturali finalizzati al miglioramento del livello di sicurezza in cantiere”.