Piano di Monitoraggio Ambientale: linee guida e procedure
Ambienti di lavoro

Piano di Monitoraggio Ambientale: linee guida e procedure

Piano di Monitoraggio Ambientale: linee guida e procedure

Il PMA viene effettuato dalle autoritÓ competenti per verificare l'impatto ambientale generato prima, durante e dopo i lavori di un'opera giÓ approvata

Un piano di monitoraggio è l'insieme delle azioni previste ai sensi dell'art. 28 del Decreto Legislativo 152/2006 per la valutazione degli impatti ambientali provocati dalle opere già approvate.

L'obiettivo è quello di verificare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale prefissati, l'interazione degli effetti ambientali, territoriali, economici e sociali al fine di individuare e adottare eventuali misure correttive ritenute opportune.

CARATTERISTICHE DEI SOGGETTI

I soggetti coinvolti sono l'Organismo di Programmazione e Attuazione (Odp), in quanto responsabile del programma, e la struttura competente in materia di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che assicura efficacia e continuità al processo di valutazione garantendo la sostenibilità ambientale in fase di attuazione e sorveglianza del programma stesso.

L'organismo è responsabile delle attività di monitoraggio. Si occupa di raccogliere e conservare i dati fisici, finanziari e procedurali relativi alle operazione del piano. Deve garantire le condizioni tecniche e organizzative adottando le eventuali misure correttive in relazione agli esiti finali.

LE TRE FASI DI OPERA

L'obiettivo generale di un PMA è la verifica della conformità degli indicatori ottenuti dall'analisi rispetto alle previsioni di impatto ambientale. Tali previsioni fanno riferimento alla fase iniziale di costruzione dell'opera, all'evolversi della situazione in corso d'opera e post operam.

Il monitoraggio della fase ante–operam si conclude prima dell'insediamento dei cantieri e dell'inizio dei lavori. Ha come obiettivo principale quello di fornire una fotografia dell'ambiente prima degli eventuali disturbi generati dalla realizzazione dell'opera.

Il monitoraggio in corso d’opera si effettua nel periodo che va dall'apertura dei cantieri fino al loro completo smantellamento e al ripristino dei siti. È la fase che presenta la maggiore variabilità, poiché è strettamente legata all'avanzamento dei lavori e influenzata dalle eventuali modifiche apportate dalle imprese esecutrici. Pertanto il monitoraggio in corso d’opera è condotto per fasi successive, articolate in modo da seguire l'andamento dei lavori.

Infine, l’ultima fase deve iniziare tassativamente dopo il completo smantellamento e ripristino delle aree di cantiere. La durata del monitoraggio è variabile in funzione della componente ambientale specifica oggetto di valutazione.

I FATTORI DI ANALISI

Le componenti e i fattori ambientali utili per la stesura del piano sono l'atmosfera intesa come qualità dell'aria e caratterizzazione meteoclimatica, il suolo dal punto di vista geologico, geomorfologico e pedologico, le acque superficiali e sotterranee, la vegetazione, la flora, la fauna e gli ecosistemi. In questo senso si devono prendere in considerazione le specie protette degli animali di una determinata area e i relativi equilibri naturali.

Altri aspetti importanti per la valutazione finale sono i rumori e le vibrazioni, considerati in rapporto all'ambiente umano.

Una volta ottenuti tutti gli indicatori, il piano si compone di due tipologie distinte: il monitoraggio continuo, che riguarda tutta l'area di valutazione e il monitoraggio puntuale, che si limita a specifiche aree con presenza di potenziali impatti, all'interno delle quali possono essere svolte una o più differenti tipi di indagine.

METODOLOGIA E PROCEDURA

Il monitoraggio, dal punto di vista metodologico, si sviluppa partendo dall'analisi dei documenti di riferimento generali e alla conseguente definizione di un quadro informativo. Successivamente si scelgono le componenti ambientali da analizzare e le aree critiche da monitorare.

Una volta ottenute le prime indicazioni si passa a una prima stesura del PMA che viene presentato all'ARPA regionale (Azienda Regionale per la Protezione dell'Ambiente).

Dopo aver acquisito pareri, osservazioni e prescrizioni dall'ente locale, si stende il PMA definitivo che viene ulteriormente passato all'ARPA per l'approvazione definitiva.

Le modalità di svolgimento del monitoraggio, i risultati e le eventuali misure correttive adottate devono essere rese pubbliche mediante la diffusione sui siti web dell'autorità competente e procedente e delle Agenzie interessate.

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