Legionella, ecco cosa fare per prevenire il rischio negli impianti di climatizzazione
Sicurezza sul lavoro

Legionella, ecco cosa fare per prevenire il rischio negli impianti di climatizzazione

Legionella, ecco cosa fare per prevenire il rischio negli impianti di climatizzazione

Il campionamento e le analisi devono essere condotti per evitare la presenza del batterio nei condizionatori di aziende e uffici. Esia: "Attenzione all'igiene"

Con l’inizio dell’estate è bene correre ai ripari contro il caldo soffocante. Anche all’interno di uffici e aziende, tra i rimedi più diffusi vi è l’accensione di impianti di refrigerazione e climatizzazione, il cui utilizzo deve però essere consapevole e mai superficiale. Attenzione soprattutto al pericolo di legionella. Si tratta di un batterio che viene acquisito per via respiratoria, mediante l’inalazione di aerosol, gocce di piccolo dimetro che raggiungono le basse vie respiratorie. L’infezione non si trasmette però da persona a persona.

LEGIONELLA NELLE ACQUE ARTIFICIALI: ATTENZIONE A PISCINE E CLIMATIZZATORI

Questo microrganismo può portare, nei casi più gravi, anche alla morte. Ha un periodo di incubazione che va dalle 24 alle 48 ore nelle forme più lievi, fino ad un massimo di otto giorni per quelle più pesanti. Si può trovare nelle acque naturali, ma soprattutto in quelle artificiali, presenti in tutti gli edifici pubblici e privati, nelle piscine, nelle stazioni termali, nelle docce degli stabilimenti balneari ed anche all’interno degli impianti di climatizzazione.

La legionella, infatti, viaggia nei corpi idrici dove vi siano condizioni di ristagno e ad una temperatura compresa tra i 25 e i 55 gradi centigradi. Anche la normativa si è interessata a questa materia, stabilendo alcune regole ben precise da seguire per garantire la tutela della salute dei lavoratori.

IL BATTERIO NELLA NORMATIVA VIGENTE

Già il decreto legislativo numero 81 del 2008 prevede che il datore si debba impegnare a garantire una buona qualità dell’aria negli ambienti di lavoro chiusi attraverso una regolare manutenzione, per evitare il rischio di eventuali contaminazioni microbiologiche e chimiche. Si fa riferimento anche all’Accordo Stato-Regioni del 2013 che regola l’igiene degli impianti di trattamento dell’aria. Di recente sono state approvate dal Ministero della Salute anche delle linee guida relative proprio al pericolo legionella, di cui si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che stabilisce gli step da compiere per prevenire e controllare la presenza del batterio.

CAMPIONAMENTI E ANALISI: ECCO COSA SUCCEDE NEI LABORATORI ACCREDITATI

Importante è effettuare campionamenti e le analisi microbiologiche. I campionamenti possono essere fatti sia attraverso tampone sui filtri degli impianti di climatizzazione, sia attraverso lo studio della qualità dell’aria. Nel primo caso, in cui le indagini vengono svolte da laboratori accreditati, si prendono in considerazione i filtri, dove si forma la condensa se i condizionatori non sono puliti bene o sono inefficienti. La condensa a sua volta ristagna nello split, da cui viene prelevato il campione da analizzare. Nel secondo caso, si preleva l’aria che fuoriesce da questi macchinari, attraverso un campionatore contenente terreni di coltura per la legionella.

I CONSIGLI DI ESIA PER EVITARE IL RISCHIO LEGIONELLA

Vengono a questo punto compiute le analisi in laboratorio sui campioni prelevati, secondo metodi ufficiali. Il tempo richiesto è più lungo rispetto agli altri studi microbiologici: dura dieci giorni perché questo organismo cresce molto lentamente. “E’ importante effettuare la manutenzione su questi impianti da personale qualificato – afferma Francesca Bucci, tecnico di laboratorio di Esia, società napoletana accreditata per le indagini microbiologiche -. Devono essere considerate ed attivate procedure di prevenzione che contrastino la moltiplicazione e la diffusione del batterio attraverso controlli periodici basati su un piano di campionamento ben definito. Attenzione anche al mantenimento dell’igiene e al cambio dei filtri, che bisogna fare mensilmente”.

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