Legionella, come prevenire e valutare il rischio negli edifici
Acque potabili

Legionella, come prevenire e valutare il rischio negli edifici

Legionella, come prevenire e valutare il rischio negli edifici

Numerosi i casi di infezione degli ultimi mesi. Da tenere presenti le nuove Linee Guida nazionali sulla legionellosi

I casi di legionellosi sono sempre alla ribalta della cronaca. Alla fine dell’estate si tirano le somme di una stagione che, a causa delle temperature eccessivamente calde e dell’alta umidità, ha fatto sì che questo particolare batterio colpisse numerose persone e mietesse anche alcune vittime. Basti pensare che lo scorso agosto in una fabbrica farmaceutica del North Carolina, negli Stati Uniti, il microrganismo ha ucciso 12 lavoratori. Con le dovute analisi, è stato poi rintracciato in una torre di raffreddamento. Ed anche in Italia gli esempi non mancano.

LE LEGIONELLA SI TROVA SOPRATTUTTO NELLE ACQUE ARTIFICIALI

La legionella si può trovare nelle acque naturali, ma soprattutto in quelle artificiali, presenti in tutti gli edifici pubblici e privati, nelle piscine, nelle stazioni termali, nelle docce degli stabilimenti balneari ed anche all’interno degli impianti di climatizzazione. La legionella, infatti, viaggia nei corpi idrici dove vi siano condizioni di ristagno e ad una temperatura compresa tra i 25 e i 55 gradi centigradi

LE NUOVE LINEE GUIDA ITALIANE PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO

Per la prevenzione e la tutela della salute di lavoratori e comuni cittadini, in Italia sono in vigore dal maggio 2015 le nuove Linee Guida sulla legionellosi, aggiornate alla luce delle nuove conoscenze scientifiche, con il supporto decisivo dell’Istituto Superiore di Sanità e degli esperti in materia. Nello specifico, il testo sottolinea come siano due gli aspetti più importanti di cui tenere conto, e cioè la corretta progettazione e realizzazione degli impianti tecnologici che comportano un riscaldamento dell’acqua o la sua nebulizzazione, e l’adozione di misure preventive.

Inoltre, si stabilisce l’obbligo per il gestore di qualsiasi struttura di effettuare con periodicità, preferibilmente annuale, la valutazione del rischio di legionellosi, che deve essere gestita da una figura competente. L’analisi in questione, supportata dagli schemi di impianto aggiornati, deve essere finalizzata ad individuare i punti critici di ciascuna struttura a rischio, ma anche all’individuazione di eventuali fonti di rischio, come la temperatura, l’utilizzo stagionale o discontinuo degli impianti, le caratteristiche dell’acqua di approvvigionamento e l’impiego di particolari materiali, come gomme e fibre naturali.

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DAGLI USA IL CASO DEL WATER PLAN HACCP

Dagli Stati Uniti è invece molto utilizzato per la prevenzione di questo tipo di batterio il cosiddetto Water Plan Haccp. Usato per anni nel settore alimentare, questo processo è stato proposto dall’Organizzazione mondiale della Sanità nel 2007 anche nella gestione di impianti idrici negli edifici per il controllo della legionella. Lo sviluppo del cosiddetto Water Plan, o piano dell’acqua, incomincia dall’individuazione dei punti e delle fasi dei sistemi idrici in un dato edificio. Vengono poi istituite misure di controllo e verificate le performance.

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