Emissioni di Co2 in calo nelle imprese italiane
Emissioni in atmosfera

Emissioni di Co2 in calo nelle imprese italiane

Emissioni di Co2 in calo nelle imprese italiane

Secondo il rapporto di EcoWay, nel 2014 il flusso di effetto serra derivante dalle aziende calato del 7,4%. Puglia e Lombardia le regioni meno virtuose

Le emissioni di Co2 prodotte dalle aziende italiane nel 2014 sono calate del 7,4% rispetto all'anno precedente. È quanto emerge dai dati contenuti nel “Report emissioni 2014-2015” di EcoWay che fotografa il quadro delle imprese del Belpaese.

 

TREND POSITIVO

Il livello delle emissioni si è ridotto di 12 milioni di Co2 ton, passando da 164 a 152 milioni. Ormai, il trend positivo perdura da diversi anni: dal 2005 a oggi il calo totale è del 32,7%, attribuibile alla diminuzione dei livelli di produzione industriali a causa della crisi, e al crescente utilizzo delle energie rinnovabili sostenibili.

Tuttavia, per la prima volta dal 2008, il rapporto tra emissioni e permessi a emettere si è invertito. Infatti, il flusso di gas a effetto serra è stato superiore del 4% rispetto alle autorizzazioni assegnate.

Tale inversione di tendenza è dovuta ai primi effetti della ripresa economica e agli interventi delle istituzioni europee.

 

LE INDUSTRIE

Il settore che ha registrato la maggiore riduzione di emissioni è quello della chimica che segna un positivo -10%. Seguono quello delle utility (-9%), alimentare (-9%), calce e cemento (-6%), raffinazione (-5%), ceramica (-5%), carta e metallurgico (3%).

Per diversi campi, si pensi a calce e cemento, il calo è dovuto alla crisi industriale che ne ha bloccato le attività produttive con molti impianti fermi.

 

A PUGLIA E LOMBARDIA LA MAGLIA NERA

Analizzando i dati a livello regionale spicca il dato della Puglia: con il 21,2% è la regione d'Italia con il numero più elevato di emissioni di Co2, un aumento del 3,4% rispetto al 2013. Seguono la Lombardia (13,7%) e la Sicilia (12%).

La Puglia presenta pochi impianti ma di grande volume, la Lombardia invece ha il numero più elevato di strutture, in maggioranza di piccole e medie dimensioni.

Inoltre, le industrie pugliesi e quelle laziali si contraddistinguono negativamente per aver incrementato la produzione di Co2 tra il 2013 e il 2014, segnando rispettivamente un +3,4% e +4,8%. Al contrario, nelle altre aree locali si registra una contrazione media compresa tra il 3,7% e il 34,2%.

 

MODELLO EUROPEO

A livello internazionale, tra il 2014 e il 2015, sono in aumento gli strumenti di emission trading per la gestione delle politiche di controllo ai cambiamenti climatici. Nello specifico, sono ben 40 gli Stati che hanno applicato un prezzo alle emissioni o che lo stanno per applicare.

Il modello di controllo europeo è senz'altro quello più efficiente, insieme a quello cinese, infatti si pone come un punto di riferimento anche per nazioni di primo livello quali Stati Uniti e Canada.  

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