Amianto, 32 milioni di tonnellate sparse per lo Stivale
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Amianto, 32 milioni di tonnellate sparse per lo Stivale

Amianto, 32 milioni di tonnellate sparse per lo Stivale

Censimenti e bonifiche proseguono a rilento. E intanto continuano i ritrovamenti del materiale killer. Il picco dei decessi nel 2020

Trentadue milioni di tonnellate di amianto sparse per il Paese, nessuna regione esclusa. Circa tremila morti ogni anno a causa dell’esposizione al materiale killer. Censimenti non precisi e molto farraginosi e bonifiche che procedono a rilento. È la fotografia, tutt’altro che rassicurante, della situazione italiana in relazione al pericolo eternit, responsabile del mesotelioma pleurico, il tumore ai polmoni che viene causato dall’assorbimento delle sue fibre.  A peggiorare le cose, la possibilità che sparisca l’incentivo alla rimozione per la sostituzione con i pannelli solari, che di certo ha avuto una sua parte nella lotta alle lastre.

A vent’anni dalla legge che lo ha messo al bando, l’amianto è tutt’altro che un problema superato. Campania e Lazio sono le regioni balzate alle cronache più di recente, ma ritrovamenti del materiale sono quasi all’ordine del giorno un po’ in tutto lo stivale. Lungo le coste del Volturno sono state trovate più di 70 discariche, metà delle quali conteneva amianto. Eternit addirittura anche nell’area archeologica di Pompei. Nel Lazio il telerilevamento procede a rilento, così come il censimento del Centro regionale amianto. E intanto sono state trovate circa 700 mila tonnellate di coperture in eternit in 4mila edifici pubblici o aperti al pubblico.

La casistica potrebbe continuare con Pavia, nel cui territorio sono presenti le discariche della Fabbrica Broni, o ancora con Arezzo, dove il Wwf ha trovato centinaia di pannelli abbandonati all’aperto. Una geografia che non risparmia nessuna regione, fino alla Sicilia, dove l’ultimo caso salito alla ribalta è quello di Gela, con il ritrovamento di materiale killer nella raffineria.

Insomma, appare chiaro che la strada da percorrere perché l’Italia si liberi dell’incubo amianto è ancora lunga e che con questi ritmi è difficile che si riesca a vedere la luce in tempi stretti, visto che a 20 anni dalla normativa nazionale la situazione è tutt’altro che vicina a una soluzione. Non rassicurano nemmeno le stime sui decessi, così come sono state esposte recentemente dal ministro della Salute Renato Balduzzi, che ha parlato di un picco nel 2020.