Settembre, il mese della ripresa anche per gli ecoreati

Corsi d’acqua sotto attacco, rifiuti abbandonati, mancanza di autorizzazioni, scarichi illeciti. Anche a settembre, gli ecoreati deturpano la Campania.

Solitamente settembre è considerato il mese in cui tutte le attività riprendono. Finite le ferie, i lavoratori tornano alle proprie mansioni; terminate le vacanze, gli studenti riaprono i libri. Purtroppo, come testimoniano le cronache, la ripresa della routine riguarda anche gli ecoreati. Anzi, a dire il vero, coloro che attentano all’ambiente sembrano non andare mai in vacanza. Essi continuano senza sosta a segnare in negativo la vita ambientale della Campania, confermandosi come una piaga non soltanto difficile da debellare, ma anche capace di infettare l’intero tessuto socio – economico della regione. Un aspetto positivo però c’è, ed è rappresentato dagli sforzi compiuti sia dalla magistratura che dalle forze dell’ordine per contrastare inciviltà e criminalità, una coppia pericolosa e capace di far molto male all’ecosistema.
Insomma, da un lato chi attenta alla salute della Natura e dall’altro chi prova a difenderla; un dualismo confermato dalle notizie di seguito riportate.

L’ex area Sofer di Pozzuoli trasformata in una discarica

sofer di pozzuoli

Quella che un tempo era l’area industriale della Sofer, è ora diventata una discarica a cielo aperto che deturpa il litorale di Pozzuoli. In attesa che la zona venga riqualificata – intervento auspicato da tempo ormai immemore – gli abitanti della cittadina flegrea devono assistere all’incessante accumulo di materiali di vario genere che, giorno dopo giorno, vengono abbandonati negli spazi un tempo occupati dall’impresa metalmeccanica. Sacchetti della spazzatura, pezzi di plastica, lastre di vetro, scarti delle lavorazioni, pneumatici e legname sono soltanto una parte della massa di rifiuti abbandonati indiscriminatamente a pochi passi dal mare.

Torre Annunziata, trasportava rifiuti speciali senza autorizzazione

Trasporto, smaltimento illecito di rifiuti e  peculato sono le accuse mosse dai Carabinieri del comando di Torre Annunziata nei confronti di un uomo, dipendente di un’azienda dedita alla raccolta dei rifiuti nel medesimo comune torrese.

La denuncia è scattata in seguito a un accertamento svolto dai militari che, dopo aver fermato l’uomo mentre era alla guida del furgone della ditta, hanno scoperto che egli non stava trasportando rifiuti umidi – come avrebbe dovuto fare, in ottemperanza alle sue mansioni – bensì rifiuti speciali per conto di un diverso datore di lavoro. 

Sversamento nel fiume Sarno, scatta il sequestro da € 200.000

Un imprenditore di Sant’Antonio Abate è stato denunciato per sversamento illecito di rifiuti nel fiume Sarno. Unitamente a questa misura, i Carabinieri del Gruppo Forestale di Napoli hanno eseguito il sequestro di beni per un ammontare di € 200 mila. I provvedimenti sono stati disposti dopo che le indagini condotte dai militari hanno portato alla scoperta di alcuni fori praticati lungo il muro perimetrale del complesso industriale, che permettevano il deflusso diretto delle acque reflue nel canale del Rio Marna, immissario del fiume Sarno.

Pompei, lavanderia industriale scaricava illecitamente i reflui

In località Messigno (Pompei), una lavanderia industriale è stata posta sotto sequestro. Motivo del provvedimento, lo scarico illecito delle acque reflue nel fiume Sarno. La misura è stata posta in essere dai membri della Polizia Metropolitana di Napoli e da quelli del Comando della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia. Coordinati dalla Procura di Torre Annunziata, gli uomini e le donne impegnati nel sequestro hanno scoperto che i reflui dell’impresa non venivano sottoposti a previa depurazione fognaria, bensì scaricati direttamente nel fiume Sarno.

Solofra, i Carabinieri mettono i sigilli a una conceria

Il sequestro di una conceria operante a Celentane (Solofra) è stato attuato dai Carabinieri del Gruppo Forestale di Avellino, i quali hanno altresì deferito in regime di libertà il titolare dell’impresa. I provvedimenti sono stati presi dopo che gli uomini dell’Arma hanno scoperto che l’azienda era sprovvista delle necessarie autorizzazioni richieste dalla normativa ambientale. Nel corso dei controlli, i Carabinieri hanno altresì scoperto diverse vasche di alluminio, alcune interrate e altre fuori terra, al cui interno sono state rinvenute acque scure di dilavamento, fanghi e scarti di lavorazione. Il tutto in un contesto di totale abbandono, in spregio a quanto previsto dalla vigente normativa ambientale. 

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