Radon, come si misurano le emissioni

La Regione Campania ha stabilito l’inizio delle misurazioni il 16 ottobre perché la mappatura professionale, “long term”, dura un anno. Ecco come adeguarsi in tempo.

Grafica sul processo di inalazione del radon emesso dal suolo.

Partita in sordina – complice l’estate e i tempi stretti – la notizia è ormai giunta ai più: anche la Regione Campania ha la “sua” legge sul radon, che impone a diversi soggetti la misurazione e la mappatura di questo gas in ambienti giudicati a rischio. Quello che ha fatto discutere molto gli imprenditori – e gli stessi lettori di queste pagine – a parte l’opportunità o meno di imporre la misurazione del radon, è stata la scelta dei tempi. Ebbene, per quanto riguarda la necessità di mappare il territorio, bisogna ricordare che nel lontano 1988 un organo sovranazionale – l’OMS – definì il radon la seconda causa di tumore al polmone, dopo il fumo di sigaretta. Appare scontato che in un territorio vulcanico, qual è il nostro, conoscere l’entità del rischio è doveroso.

I tempi per adempiere alla normativa appaiono invece decisamente ridotti. Bisogna tuttavia precisare che, al di là della prima data indicata per le misurazioni (16 ottobre), la scadenza che può generare sanzioni, anche molto pesanti, è il 16 gennaio del 2021. Si può dunque stare tranquilli e aspettare di adeguarsi all’ultimo momento? Ovviamente no, perché i tempi di misurazione del radon sono molto lunghi. Vediamo nel dettaglio.

La misurazione ‘long term’ del radon

Convenzionalmente esistono due differenti tipi di misurazione del radon: short e long term. La short term, ossia in “tempi brevi”, è utile per finalità piuttosto circoscritte; ad esempio per conoscere un valore di riferimento prima dell’acquisto di un immobile o per ottenerne uno su un grande edificio, per poi poter eseguire misurazioni più dettagliate sui singoli ambienti. Il vantaggio di questo tipo di approccio è ovvio ed è il tempo estremamente ridotto, richiedendo poche ore. Viceversa il problema è la scarsa affidabilità del risultato, perché la concentrazione di radon varia molto anche in base alle condizioni climatiche.

La misurazione long term, invece, dura dai tre mesi a un anno. Proprio un anno è il tempo imposto dalla Legge regionale della Campania, che impone sei mesi di mappatura con un dosimetro ad elettrete (un rilevatore professionale per le misurazioni passive) e, a seguire, altre sei con un altro. In questo modo la variabile atmosferica viene pressoché annullata con una misurazione di lungo periodo, che distingue le stagioni autunno-inverno, da primavera-state.

Scadenze per la misurazione del radon in Campania

Teoricamente, quindi, le misurazioni sarebbero dovute cominciare il 16 ottobre 2019, ad aprile sarebbe finita la prima fase e a ottobre del 2020 la seconda. Dato che però è a gennaio 2021 che bisogna inoltrare l’esito agli organi competenti, i ritardatari possono cominciare le misurazioni a dicembre del 2019, chiudere la procedura di misurazione nello stesso mese del 2020 e quindi essere in tempo per la data-limite di gennaio 2021. Insomma, c’è ancora tempo… ma bisogna sbrigarsi.

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