Controllo Scarichi Idrici, come funziona?

Il controllo degli scarichi idrici è necessario ed è disciplinato da una normativa che prevede l’obbligo di autorizzazione allo scarico e il rispetto di limiti e prescrizioni. Del resto, gli scarichi possono contenere sostanze inquinanti che possono alterare la qualità delle risorse idriche e causare danni all’ambiente e alla salute umana. Ecco come funziona e cosa indica la normativa più recente.

Cosa si intende per scarichi idrici?

Scarichi idrici (d.lgs. 152/06)

Per scarichi idrici si intende, secondo la definizione dell’articolo 74 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Testo Unico Ambientale o TUA), “qualsiasi immissione di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione”. Sono esclusi i rilasci di acque previsti dall’articolo 114, che riguardano le acque destinate alla produzione idroelettrica, all’irrigazione, al riutilizzo o all’utilizzazione agronomica.

Le acque reflue si distinguono in:

  • acque reflue domestiche: provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche;
  • acque reflue industriali: provenienti da edifici o installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, differenti qualitativamente dalle acque reflue domestiche e da quelle meteoriche di dilavamento;
  • acque reflue urbane: sono il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali e/o di quelle meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate, e provenienti da agglomerato.

Quando è necessaria l’autorizzazione allo scarico?

L’autorizzazione allo scarico è il provvedimento amministrativo che consente di effettuare lo scarico di acque reflue in un determinato corpo idrico ricettore, stabilendo le condizioni e i limiti da rispettare. Quando è necessaria? Per tutti gli scarichi idrici, salvo alcune eccezioni previste dalla normativa.

Secondo l’articolo 124 del TUA, sono esenti dall’obbligo di autorizzazione allo scarico:

  • gli scarichi di acque reflue domestiche in reti fognarie, che sono sempre ammessi nell’osservanza dei regolamenti fissati dal gestore del servizio idrico integrato e approvati dall’ente di governo dell’ambito;
  • gli scarichi di acque reflue domestiche o assimilabili provenienti da insediamenti con meno di 2000 abitanti equivalenti e recapitanti in acque dolci ed in acque di transizione e gli scarichi provenienti da insediamenti con meno di 10.000 abitanti equivalenti, recapitanti in acque marino costiere, che sono sottoposti a un trattamento appropriato, in conformità con le indicazioni dell’allegato 5 alla parte terza del TUA;
  • gli scarichi di acque reflue industriali in reti fognarie, che sono ammessi previa comunicazione al gestore del servizio idrico integrato e all’autorità competente, purché rispettino i limiti e le prescrizioni dell’allegato 5 alla parte terza del TUA;
  • gli scarichi di acque reflue industriali in corpi idrici superficiali, che sono ammessi previa comunicazione all’autorità competente, purché rispettino i limiti e le prescrizioni dell’allegato 5 alla parte terza del TUA e non compromettano il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici ricettori.

Identificativo scarico S01

L’identificativo scarico S01 è il codice che identifica lo scarico di acque reflue domestiche o assimilabili in corpo idrico superficiale, secondo la classificazione dell’allegato 1 alla parte terza del TUA.

Codice scarico acque reflue S02

Il codice scarico acque reflue S02 identifica lo scarico di acque reflue industriali in corpo idrico superficiale, sempre secondo la classificazione dell’allegato 1 alla parte terza del TUA.

Obbligo di autorizzazione allo scarico in fognatura da quando

L’obbligo di autorizzazione allo scarico in fognatura è entrato in vigore il 29 aprile 2006, data di pubblicazione del TUA nella Gazzetta Ufficiale. Tuttavia, l’articolo 269 del TUA prevede una deroga per gli scarichi esistenti alla data di entrata in vigore del decreto, che possono continuare a operare fino alla scadenza dell’autorizzazione precedente o, in mancanza, fino al 31 dicembre 2009.

Chi autorizza fossa Imhoff?

La fossa Imhoff è un tipo di impianto di depurazione delle acque reflue domestiche o assimilabili. L’autorizzazione è rilasciata dall’autorità competente in base alla destinazione dello scarico.

Quando si tratta di scarico in corpo idrico superficiale, l’autorità competente è la regione o la provincia autonoma. Se lo scarico avviene nel suolo o nel sottosuolo, l’autorità competente è il comune. Se lo scarico avviene in una rete fognaria, l’autorità competente è il gestore del servizio idrico integrato.

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