Luoghi e metodi di campionamento della Legionella

Dove e come avviene il prelevamento dei campioni? Esistono linee guida o altri aspetti da tenere in considerazione?
Torre di impianto industriale

I campioni per l’analisi della Legionella permettono di individuarne il pericolo e di salvaguardare le strutture a rischio. Ecco cosa dice l’ISS: “Individuare l’entità della minaccia rappresentata dalla Legionella nelle strutture a rischio è un compito fondamentale. Effettuare questa indagine significa contribuire ad adempiere uno degli obblighi gravanti su ogni datore di lavoro: garantire un ambiente sicuro per il personale e gli utenti”.

In quest’ottica, l’analisi della Legionella rappresenta lo strumento che permette di conoscere l’entità del rischio effettivo.

Cosa si campiona | Dove (fattispecie) | Come avviene il campionamento

Cosa si campiona per le analisi della Legionella?

Prima di rispondere a tale quesito, è bene chiarire che le modalità di effettuazione delle analisi sono contenute nelle apposite Linee Guida stilate dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Ed è proprio questo documento a chiarire che l’esame deve vertere su ogni impianto o dispositivo che, anche soltanto potenzialmente, sia adatto a favorire la proliferazione della Legionella. In particolare, i campioni vanno prelevati nelle criticità in cui il batterio può svilupparsi più facilmente. Nel dettaglio, ecco cosa si campiona:

  • Acqua (sia calda che fredda) dell’impianto idrosanitario;
  • Depositi o sedimenti di serbatoi o vasche;
  • Incrostazioni delle tubature o dei serbatoi;
  • Biofilm;
  • Acqua di umidificazione degli impianti aeraulici;
  • Acqua dell’impianto di raffreddamento a torri evaporative o a condensatori evaporativi.
  • Fontane decorative;
  • Idromassaggi;
  • Apparecchi di assistenza alla respirazione;
  • Filtri degli impianti di condizionamento;
  • Acqua degli stabilimenti termali.

L’elencazione appena riportata permette di capire quale sia lo scopo dell’analisi: individuare i punti in cui più facilmente il batterio della Legionella può proliferare. Questi punti sono rappresentati dalle zone di ristagno, ove l’acqua si deposita e facilita la vita batterica. Pensiamo, ad esempio, alle vasche, ai serbatoi, alle acque di umidificazione. Si tratta di spazi in cui possono verificarsi rischiosi ristagnamenti, che quindi necessitano di essere analizzati.

Discorso non molto diverso per le incrostazioni e i biofilm. I primi sono accumuli di sostanze organiche e inorganiche che possono formarsi nei serbatoi o nelle tubature. Il biofilm, invece, è la pellicola d’acqua che si crea lungo le pareti interne dei tubi, nei filtri rompigetto e nei diffusori delle docce, nonché allo sbocco dei rubinetti.

Prelevare questi campioni è dunque il presupposto necessario per una corretta analisi del rischio Legionella. Generalmente, il campionamento e la successiva analisi vanno svolti ogni sei mesi. La frequenza può tuttavia variare in relazione all’esito dei risultati, alla tipologia degli impianti e alle loro eventuali sopravvenute modificazioni.

Dove avviene il campionamento in:

impianti di depurazione

1. Impianti idrosanitari

Per disegnare con precisione la mappa del rischio Legionella con riferimento agli impianti idrosanitari, è opportuno prelevare più campioni. Si rende necessario, pertanto, delineare un percorso a tappe, lungo il quale verranno effettuati i prelievi. Solitamente si sottopongono a esame campioni provenienti da:

  • Punto di allacciamento all’acquedotto;
  • Serbatoi e bollitori (si consiglia il prelievo alla base a circa ⅓ dell’altezza);
  • Ogni spazio in cui possono venirsi a creare punti di ristagno, sedimentazioni o incrostazioni.

2. Impianti di raffreddamento a torri o a condensatori evaporativi

Il campionamento negli impianti di raffreddamento a torri o a condensatori evaporativi va fatto dal bacino e/o dalle torri evaporative. Anche in questo caso, la logica è sempre la medesima: sottoporre ad analisi punti nevralgici, sensibili a favorire la proliferazione batterica.

Generalmente si effettua un singolo prelievo per ogni impianto di raffreddamento, a meno che gli esiti delle indagini di laboratorio non suggeriscano di incrementare il numero dei campionamenti. Nel caso in cui la Legionella non sia soltanto un rischio da valutare ma sia invece un evento epidemico, bisognerà campionare anche l’aria eliminata dalle torri o dai condensatori.

Come si svolge il campionamento

Svolgere correttamente il campionamento delle acque per l’analisi della Legionella significa seguire una serie di norme fondamentali. Inoltre, il campionamento deve essere effettuato da un tecnico specializzato (il quale può essere un microbiologo, un ingegnere con esperienza nel settore, ecc…) che sarà tenuto all’osservanza di precise regole. Tali regole sono quelle espressamente stilate dall’ISS per l’analisi microbiologica delle acque nelle strutture a rischio Legionella.

Svolto il prelievo, si provvede al trasporto del campione in laboratorio, ove verrà sottoposto ad analisi. Anche in relazione alla struttura tecnica dei laboratori vigono precise indicazioni. Le Linee Guida esigono infatti che i laboratori siano adeguatamente dotati. Nello specifico, si richiede la dotazione di cappe Biohazard di classe II con certificazione di conformità tecnica EN12469.

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